La sua esperienza l'ha portata a farsi portavoce contro la violenza sulle donne, anche in campo: è diventata testimonial dell'iniziativa della Lega Serie A #unrossoallaviolenza.
Dal canto suo, non si lascia scoraggiare dagli attacchi: “Nel corso di una recente esibizione a Riccione ho portato un cartellino rosso, un simbolo per espellere tutte le forme di sessismo sia verbale sia fisico da un campo di calcio e, di certo, io non mi arrendo. Continuerò a correre dietro a un pallone e a tutti i miei sogni”.Arbitro, 20 anni, modella: "Spesso giocatori e dirigenti mi insultano"

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L'arbitro Mariangela Presicce, 20 anni, è una modella e attivista contro la violenza sulle donne. La sua storia è oggi sul quotidiano la Repubblica.
La vita di un arbitro donna, per giunta giovane e bella, non è facile.
Lo sa bene Mariangela Presicce, 20 anni, arbitro professionista per passione - da 5 anni - e modella di professione. Riesce a conciliare i concorsi di bellezza - è stata anche finalista nazionale a Miss Mondo - con le partite sul campo erboso.
Salentina, originaria di Nardò (Lecce), è cresciuta immersa nel calcio: "Mio padre faceva l’allenatore di una squadra di calcio e non mi perdevo un allenamento o una partita".
Già da piccola, ha individuato nell'arbitraggio un'opportunità per esercitare autorevolezza: "Ero colpita in campo dall’autorevolezza che l’arbitro dimostrava facendosi rispettare in ogni sua decisione".
Presicce, però, nella sua attività di arbitro di calcio è spesso vittima di sessismo, condito da insulti, offese, talvolta minacce.
Che arrivano dai tifosi, dai giocatori e, talvolta, dagli stessi dirigenti dei club. Il tenore degli insulti è sempre lo stesso: "Dagli spalti l’insulto più ricorrente è quello di andare a cucinare perché non sono in grado di arbitrare".
La sua esperienza l'ha portata a farsi portavoce contro la violenza sulle donne, anche in campo: è diventata testimonial dell'iniziativa della Lega Serie A #unrossoallaviolenza.
Dal canto suo, non si lascia scoraggiare dagli attacchi: “Nel corso di una recente esibizione a Riccione ho portato un cartellino rosso, un simbolo per espellere tutte le forme di sessismo sia verbale sia fisico da un campo di calcio e, di certo, io non mi arrendo. Continuerò a correre dietro a un pallone e a tutti i miei sogni”.
La sua esperienza l'ha portata a farsi portavoce contro la violenza sulle donne, anche in campo: è diventata testimonial dell'iniziativa della Lega Serie A #unrossoallaviolenza.
Dal canto suo, non si lascia scoraggiare dagli attacchi: “Nel corso di una recente esibizione a Riccione ho portato un cartellino rosso, un simbolo per espellere tutte le forme di sessismo sia verbale sia fisico da un campo di calcio e, di certo, io non mi arrendo. Continuerò a correre dietro a un pallone e a tutti i miei sogni”.Condividi:Seguici su Google
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