Bearzot: oggi, 21 Dicembre, oltre che alla data del solstizio, è pure quella del ricordo della scomparsa di Enzo Bearzot, storico C.T. della Nazionale.
Chi era Enzo Bearzot

Un nome, un preciso anno, ricordi indelebili, rimasti incollati alla memoria di una nazione calcistica intera, come la vittoria sul
Brasile o quella sulla
Germania.
Se dici
Bearzot, dici
1982, Italia Mundial. Sì, perché a condurci sul tetto del mondo, in quella calda estate in
Spagna, fu lui, ancor prima che dei giocatori.
Oltre agli eroi come
Paolo Rossi, Marco Tardelli, Dino Zoff, Bruno Conti, Gaetano Scirea (e molti altri), vi è lui.
Nato ad
Aiello del Friuli il
26 Settembre del
1927, prima di passare alla panchina, veste le maglie di
Pro Gorizia, Inter, Catania e
Torino.
Nonostante fosse un buon giocatore, la sua vera fortuna arrivò con il trasferimento al ruolo di allenatore.
La carriera da allenatore

Da prima selezionatore della
Nazionale Under 23, passa poi, nel
1975, a quella
maggiore, inaugurando un percorso storico che porterà i suoi frutti fin da subito.
Comincia con il
quarto posto in
Argentina, nel
1978, per poi alzare la
Coppa quattro anni più tardi.
Suo il
record di
panchine in azzurro, ben
104, nel periodo
'75-'86.
Il destino ha voluto che se ne andasse oggi, nello
stesso giorno di un'altra icona azzurra:
Vittorio Pozzo.
Da prima descritto come inconsapevole e accusato di aver fatto
scelte sbagliate (come quella di portare
Rossi e non
Pruzzo, capocannoniere uscente della Serie A)
, Bearzot ha scritto, con il
Mondiale 1982, una delle più belle pagine del calcio italiano.
Per chiudere, è
giusto citare le parole di un idolo quale è
Federico Buffa, che nell'episodio di
Storie Mondiali dedicato al torneo in terra spagnola, ha detto:
"
È vero che i ricordi belli sono quelli che ti accarezzano. Ma i migliori sono quelli che ti danno la netta sensazione, quasi corporea, di quanta fatica hai fatto per trovarti lì.
L'ultimo, grande, insegnamento del Vecio".