Arrivato per giocare la Champions e non gioca la Champions. E' il paradosso di Leonardo Bonucci, che ieri sera è finito in panchina nella partita che ha visto l'Union Berlino abdicare alle proprie speranze di continuare l'avventura nella massima competizione europea per club.
Il malumore di Bonucci
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Che Bonucci avrebbe preferito rimanere in Italia non è un mistero. Ha scelto l'Union non solo perché perfetto come perno centrale di una linea a tre dal baricentro molto basso, ma anche (e soprattutto)
per la possibilità di giocare un'ultima volta la Champions League.
E va detto, per onor del vero, che
le prime due gare del torneo le aveva giocate entrambe da titolare. Tuttavia, il match contro il Napoli era molto particolare.
I tedeschi venivano da otto sconfitte consecutive e si giocavano l'ultima possibilità di avanzare alla fase successiva.
Non stupisce quindi che il tecnico
Fischer abbia preferito affidarsi a "l'usato sicuro". Schierando la stessa difesa che l'anno scorso è risultata la meno battuta della
Bundesliga, subendo gli stessi gol del
Bayern Monaco.
Il confronto con Fischer
Secondo quanto riportato da
Sky Sport,
Bonucci avrebbe chiesto un confronto con il tecnico svizzero. Per l'ex Juve
si tratta della seconda panchina consecutiva, dopo quella di campionato contro lo Stoccarda.
Una notizia prontamente smentita dallo staff del giocatore. Resta solo da capire se si tratta di una smentita di circostanza o se qualcosa si è effettivamente incrinato nel rapporto fra Leo e la sua nuova squadra. Una prima indicazione potrebbe arrivare già dal match di sabato. Quando l'Union Berlino sarà atteso a Brema per sfidare i padroni di casa del Werder.