Calciomercato
Centrocampo Juventus: manca un elemento fondamentale
Il centrocampo della Juventus è il settore del campo maggiormente indiziato, per cercare di spiegare il fallimento in Champions League, e per “giustificare” il ritardo accumulato in campionato rispetto alla capolista
Attualmente i bianconeri presentano una batteria di centrocampisti formata da: Bentancur, Rabiot, Arthur, Ramsey, Bernardeschi, Mckennie, Kulusevki. Tutti buoni giocatori, e potenzialmente qualche campione in prospettiva. Analizzandolo bene questo reparto però non ha nessun calciatore in grado di poter fare la differenza, di guidare la squadra e prenderla per mano soprattutto nei momenti di difficoltà. I calciatori che abbiamo appena citato, non hanno dimostrato di possedere determinate caratteristiche, ecco perché la Juventus dovrà intervenire sul mercato per rinforzarsi.
Centrocampo Juventus, chi serve per la svolta

Un tempo a Torino giocavano, Pirlo Vidal, Pogba, Marchisio, Khedira. Tutti centrocampisti di grande personalità e tecnica. La Vecchia Signora ha bloccato Locatelli, per far crescere la qualità, ma per la personalità servirà un altro innesto ben preciso. I centrocampisti in grado di dar “forza” al settore nevralgico del campo, sono riconoscibili in alcuni elementi. La Juventus dovrà cercare di puntare Kante del Chelsea, Casemiro del Real Madrid, Saul dell’Atletico Madrid, Goretzka del Bayern Monaco. In Italia invece si potrebbe virare verso Milinkovic Savic, Kessie e pochi altri. Paratici e gli uomini mercato bianconeri, dovranno puntare, in mezzo al campo, su un uomo di grande personalità. Per farlo il club dovrà prima cedere alcuni calciatori, o inserirli in qualche scambio.
Calciomercato
Roma, Arsenal su Donyell Malen: da 25 a 65 milioni in quattro mesi
I Gunners seguono l’olandese in vista di gennaio. Sei gol nelle prime quattro giornate hanno fatto crescere ulteriormente il peso economico dell’attaccante.

DONYELL MALEN DELLA ROMA SEGNA UN GOL (FOTO DI IMAGE PHOTO AGENCY/GETTY IMAGES)
L’Arsenal ha messo Donyell Malen nel mirino in vista del mercato di gennaio, ma la parte più interessante della storia riguarda la Roma: il club giallorosso lo ha riscattato dall’Aston Villa per 25 milioni di euro soltanto lo scorso maggio, e quattro mesi e sei gol nelle prime quattro giornate di Serie A più tardi la sua valutazione è salita fino a 60-65 milioni.
Chelsea e Manchester City seguono a loro volta il classe 1999, ma è soprattutto la crescita del valore dell’olandese a raccontare la dimensione dell’operazione costruita dalla Roma. Malen ha un contratto fino al 30 giugno 2030 ed è diventato uno dei riferimenti offensivi di Gian Piero Gasperini.
Roma, 25 milioni dopo 15 gol
L’attaccante era arrivato dall’Aston Villa nel gennaio 2026 in prestito con opzione di acquisto. L’impatto con il calcio italiano fu immediato: 15 gol in 20 presenze nella seconda parte della stagione.
Il 26 maggio i giallorossi completarono così l’acquisto a titolo definitivo per 25 milioni di euro, legando Malen al club fino al 2030.
A settembre il quadro economico è già completamente diverso. La valutazione che accompagna l’olandese sul mercato è arrivata a 60-65 milioni, più del doppio rispetto alla cifra investita per acquistarlo definitivamente.
Sei gol in quattro giornate fanno salire il valore
A spiegare il salto c’è soprattutto il rendimento sul campo.
Malen ha aperto la Serie A 2026/27 con una tripletta contro la Fiorentina, una doppietta contro il Lecce e un altro gol contro il Torino. Il bilancio dopo quattro giornate è di sei reti, con una media di 1,5 gol a partita.
In Champions League ha aggiunto anche un assist contro il Fenerbahçe.
Il dato diventa ancora più significativo considerando l’intera esperienza romana: tra la seconda parte della scorsa stagione e l’avvio di quella attuale, l’attaccante ha raggiunto 21 gol in 25 presenze ufficiali.
La Roma non ha quindi soltanto acquistato un giocatore capace di incidere immediatamente. In pochi mesi ha visto crescere anche il valore di uno dei principali asset della rosa.
Malen-Dybala, Gasperini ha trovato la coppia
La centralità dell’olandese va oltre i numeri.
Gian Piero Gasperini ha sottolineato l’intesa costruita tra Malen e Paulo Dybala, due giocatori con caratteristiche complementari e capaci di creare con continuità situazioni pericolose.
È un elemento importante anche in chiave mercato. Malen oggi non rappresenta soltanto un cartellino fortemente rivalutato, ma una delle pedine sulle quali è stato costruito l’attacco giallorosso.
Il contratto fino al 2030 completa il quadro e permette alla Roma di gestire da una posizione forte l’interesse proveniente dalla Premier League.
Arsenal su Malen, c’è anche un legame con il passato
Arsenal, Chelsea e Manchester City hanno acceso i riflettori sull’attaccante in vista delle prossime finestre di mercato.
Per i Gunners la storia ha anche un elemento particolare. Malen ha trascorso parte della propria formazione nel settore giovanile dell’Arsenal prima di lasciare Londra per trasferirsi al PSV nel 2017.
Quasi dieci anni dopo il club inglese torna così a guardare un giocatore profondamente diverso: passato attraverso PSV, Borussia Dortmund, Aston Villa e infine Roma, dove ha trovato una continuità realizzativa che ne ha fatto crescere rapidamente il valore.
Roma, Malen vale più del doppio in quattro mesi
I numeri riassumono l’operazione meglio di qualsiasi altra valutazione.
A maggio la Roma ha investito 25 milioni di euro per riscattare un attaccante reduce da 15 gol in 20 partite. A settembre Malen ha aggiunto altre sei reti in Serie A e il suo valore è arrivato nell’area dei 60-65 milioni.
Significa che in appena quattro mesi il valore attribuito al suo cartellino è diventato più che doppio rispetto al prezzo del riscatto.
L’interesse dell’Arsenal apre già uno scenario per gennaio, ma per la Roma il dato più importante è un altro: Malen è passato in pochi mesi da investimento da 25 milioni a uno degli asset più preziosi della rosa. E i suoi 21 gol in 25 presenze spiegano perché oggi servano cifre completamente diverse per portarlo via da Trigoria.
Calciomercato
Balerdi convince la Roma: più gioca, più il riscatto si avvicina
L’argentino ha giocato 131 minuti nelle prime tre presenze e contro il Torino è arrivato il primo match da titolare. Il suo utilizzo può incidere direttamente sull’accordo con il Marsiglia.

LEONARDO BALERDI DELL’AS ROMA IN AZIONE (FOTO DI FABIO ROSSI/AS ROMA VIA GETTY IMAGES)
Leonardo Balerdi ha conquistato il primo posto da titolare nella Roma dopo appena tre presenze: un passaggio importante anche sul mercato, perché più spazio troverà nelle scelte di Gian Piero Gasperini, più si avvicineranno le condizioni che possono rendere obbligatorio il riscatto dal Marsiglia.
Il classe 1999 è arrivato nella Capitale in prestito oneroso da 1 milione di euro, con diritto di riscatto. L’accordo prevede però diverse soglie legate al suo utilizzo, capaci di trasformare l’opzione in obbligo e di modificarne anche il costo.
Balerdi, 131 minuti e il primo match da titolare
Gasperini ha inserito il difensore gradualmente. L’argentino ha giocato 24 minuti contro l’Atalanta in Serie A e 17 contro il Fenerbahçe in Champions League, prima di partire dall’inizio contro il Torino il 14 settembre.
Nel successo per 2-0 dei giallorossi il centrale è rimasto in campo per tutti i 90 minuti, portando il proprio totale a 131 minuti in tre presenze con la Roma.
Una prestazione accompagnata anche dalle parole del tecnico. Gasperini ha sottolineato le caratteristiche di Balerdi, descrivendolo come un difensore moderno, forte fisicamente e veloce. Nel parlare del modo di interpretare il ruolo ha citato anche Franco Baresi, precisando di non voler stabilire un paragone di valore con l’ex capitano del Milan.
Il dato più significativo resta il passaggio dalla panchina alla prima gara completa: l’argentino ha ottenuto il primo vero segnale di fiducia e adesso ogni nuova presenza può pesare anche sul suo futuro nella Capitale.
Il minutaggio di Balerdi può decidere il riscatto
Il meccanismo dell’accordo con il Marsiglia lega direttamente il riscatto al numero di partite disputate.
Se Balerdi giocherà almeno il 55% delle gare stagionali, considerando tutte le competizioni e almeno 45 minuti per partita, il diritto diventerà obbligo per 14 milioni di euro.
È prevista anche una seconda fascia. Con un utilizzo compreso tra il 40% e il 55% delle partite, scatterà comunque l’obbligo, ma per 11 milioni di euro.
Il minutaggio diventa così una parte centrale dell’operazione. Se l’argentino continuerà a guadagnare spazio nelle rotazioni di Gasperini, la Roma si avvicinerà progressivamente non soltanto a una nuova gerarchia difensiva, ma anche all’acquisto definitivo del giocatore.
C’è anche la soglia del 20% nella seconda parte della stagione
L’accordo contiene un ulteriore meccanismo legato alla seconda metà dell’annata.
Se Balerdi disputerà almeno il 20% delle partite nella seconda parte della stagione, scatterà l’obbligo di riscatto per 9 milioni di euro.
Una condizione che completa una formula costruita su più livelli: non conterà soltanto quanto giocherà complessivamente il centrale, ma anche la continuità del suo impiego nella fase successiva della stagione.
Più spazio per Balerdi, più vicino il futuro in giallorosso
Tre presenze rappresentano ancora l’inizio del percorso, ma la prima indicazione è già arrivata. Balerdi è passato da due ingressi dalla panchina ai 90 minuti contro il Torino, accompagnati dall’apprezzamento pubblico di Gasperini.
Da questo momento campo e mercato procedono insieme. Ogni gara da almeno 45 minuti può aumentare il peso dell’argentino nella Roma e contemporaneamente avvicinare una delle soglie previste dall’accordo con il Marsiglia.
Più Balerdi diventerà una presenza stabile nella difesa di Gasperini, più il suo riscatto smetterà di essere una decisione da rimandare a fine stagione per diventare una conseguenza del suo utilizzo sul campo.
Calciomercato
PSG su Gavi, il Barcelona lo rilancia: il segnale di Flick
Il PSG torna a essere accostato a Gavi, con Luis Enrique indicato come uno dei principali estimatori del centrocampista blaugrana. Dietro la cifra da 40 milioni di euro circolata in Spagna non c’è però, al momento, una trattativa confermata.
PSG-Gavi, cosa c’è dietro i 40 milioni
Le ultime indiscrezioni attribuiscono a Luis Enrique la volontà di portare Gavi a Parigi, con circa 40 milioni di euro indicati come possibile base dell’operazione. Non risultano tuttavia offerte ufficiali dei parigini né negoziati confermati con il Barcelona, e i 40 milioni non rappresentano una valutazione comunicata dal club blaugrana.
La posizione contrattuale di Gavi complica inoltre qualsiasi ipotesi di mercato. Il centrocampista, 22 anni, ha rinnovato con il Barcelona nel gennaio 2025 ed è legato al club fino al 30 giugno 2030.
Reale resta invece il rapporto con Luis Enrique, che fece debuttare Gavi con la Spagna nell’ottobre 2021 contro l’Italia a San Siro. Il centrocampista aveva allora appena 17 anni.
Gavi ha giocato poco, Flick spiega perché
La voce sul PSG trova terreno soprattutto nel minutaggio ridotto del centrocampista in questo avvio di stagione. In LaLiga 2026/27 Gavi ha disputato finora 2 partite per complessivi 73 minuti, con una sola presenza da titolare.
Aveva iniziato dal primo minuto contro l’Elche il 23 agosto, prima di ricevere un colpo al ginocchio destro. Gli esami del giorno successivo esclusero problemi più seri, confermando una semplice contusione.
Il 15 settembre, alla vigilia della sfida con il Racing Santander, Flick ha affrontato direttamente la situazione: “Gavi ha grande ambizione e vuole sempre giocare”, ha spiegato, sottolineando che la squadra stava funzionando bene con gli equilibri trovati durante la sua assenza. Il tecnico ha anche precisato che il centrocampista continua ad allenarsi bene e resta necessario alla squadra.
Contro il Racing quasi mezz’ora per Gavi
Il segnale più recente è arrivato sul campo. Nella vittoria del Barcelona per 7-2 sul Racing Santander del 16 settembre, Gavi è entrato al 61° minuto al posto di Pedri, giocando la parte finale dell’incontro al Spotify Camp Nou.
Non basta per parlare di un ritorno nelle gerarchie iniziali, considerata la forte concorrenza nel centrocampo blaugrana. Risulta però altrettanto prematuro descriverlo come un giocatore ormai ai margini del progetto di Flick.
Dopo il Racing, lo stesso Gavi ha ricordato le difficoltà affrontate negli ultimi anni a causa degli infortuni al ginocchio, sottolineando quanto sia stato complicato tornare a giocare ad alto livello. Sul futuro non sono arrivate aperture verso Parigi: l’ultima presa di posizione esplicita sul PSG risale al giugno 2025, quando il giocatore ribadì di voler costruire la propria carriera al Barcelona.
Il dossier va quindi tenuto su due piani distinti. L’interesse attribuito al PSG resta un’indiscrezione di mercato, mentre il dato concreto è che Flick, dopo un avvio condizionato dall’infortunio e dalla concorrenza, ha ricominciato a dare minuti a Gavi.
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