In quattro giornate il montenegrino ha già superato il minutaggio raccolto in due campionati a Torino. Due gol e un assist confermano l'effetto della scelta estiva.
VASILIJE ADZIC DELL'US SASSUOLO IN AZIONE (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)
Vasilije Adžić aveva giocato appena 200 minuti di Serie A in due stagioni con la Juventus. Al Sassuolo ne ha già accumulati 203 in quattro giornate, con due gol e un assist: è il confronto che spiega meglio perché il prestito del classe 2006 stia funzionando e perché i bianconeri continuino a seguirne da vicino la crescita.
L'ultimo segnale è arrivato proprio contro la Juventus. Il 13 settembre Adžić ha segnato al 94' il gol del definitivo 3-2 per il Sassuolo, senza esultare contro il club proprietario del suo cartellino.
Una rete simbolica, ma soprattutto un'altra conferma di ciò che il montenegrino cercava lasciando Torino: continuità.
Alla Juventus 200 minuti in due stagioni
Adžić era arrivato alla Juventus nell'estate 2024 come uno dei talenti più interessanti del calcio montenegrino, ma in prima squadra aveva trovato poco spazio.
In Serie A aveva raccolto 6 presenze e 37 minuti nel 2024/25, poi 10 presenze e 163 minuti nel 2025/26, con un gol.
Il totale è netto: 16 presenze e 200 minuti in due campionati.
Più che il numero delle apparizioni, era quindi il minutaggio a rappresentare il vero limite del suo percorso in bianconero. Per crescere, il classe 2006 aveva bisogno di giocare partite intere e di assumersi responsabilità con maggiore continuità.
Al Sassuolo bastano quattro giornate per cambiare tutto
Il passaggio in neroverde ha modificato subito lo scenario.
Dopo quattro presenze di Serie A, Adžić è già arrivato a 203 minuti, tre in più di quanti ne avesse raccolti nei due precedenti campionati con la Juventus.
Anche la produzione offensiva è cresciuta: 2 gol e un assist, oltre a un'altra rete realizzata in Coppa Italia.
Il Sassuolo gli sta quindi offrendo ciò che a Torino era mancato: tempo in campo sufficiente per trasformare qualità e potenziale in rendimento.
«Avevo bisogno di continuità»
Dopo la vittoria contro la Juventus, lo stesso Adžić ha spiegato il senso della scelta:
«Avevo bisogno di continuità.»
Una frase che fotografa perfettamente il suo inizio di stagione.
In neroverde il ventenne può partire dall'inizio, restare più a lungo dentro le partite e incidere negli ultimi metri. Il gol contro i bianconeri è diventato il momento più visibile del suo percorso, ma la crescita era già evidente nelle settimane precedenti.
La formula lascia l'ultima parola alla Juventus
Anche la struttura dell'operazione spiega il progetto bianconero.
Adžić è passato al Sassuolo in prestito fino al 30 giugno 2027. Il club emiliano ha versato 500 mila euro e dispone di un diritto di riscatto fissato a 12 milioni.
La Juventus, però, ha mantenuto una controopzione da 1,7 milioni di euro.
In questo modo i neroverdi possono valorizzare il giocatore e puntare sul suo rendimento, mentre i bianconeri conservano uno strumento per riportarlo a Torino qualora la sua crescita prosegua durante la stagione.
Il gol alla Juve non ha cambiato il piano
La rete del 13 settembre ha inevitabilmente riportato il montenegrino al centro dell'attenzione, ma non è stata quella partita a creare l'idea di un futuro ritorno.
La Juventus aveva inserito la controopzione già nell'accordo di agosto. Il principio era chiaro fin dall'inizio: farlo giocare senza perdere il controllo sul suo futuro.
E i primi numeri mostrano perché quella scelta sta pagando.
Da 200 a 203: il senso del prestito è tutto qui
Due stagioni alla Juventus significano 200 minuti di Serie A; quattro giornate al Sassuolo valgono già 203 minuti, due gol e un assist.
Il confronto racconta meglio di qualsiasi altra cosa il cambiamento vissuto da Adžić. A Torino doveva aspettare le occasioni, mentre in neroverde sta finalmente accumulando quelle partite necessarie per completare il salto nel calcio dei grandi.
Se il percorso continuerà su questa linea, la Juventus potrà ritrovarsi nell'estate 2027 un giocatore molto più pronto di quello partito ad agosto.
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