Il Cagliari, finalmente, ha messo a segno la prima vittoria in campionato. Ci sono volute 10 partire e tantissima sofferenza. Un fattore però.....
Ci sarebbe da dire "Era ora!".
La prima x nella casellina delle
vittorie e stata posta, dopo aver messo in netta evidenza un fattore imprescindibile.
I rossoblu non hanno una rosa di prim'ordine.
Dire il contrario sarebbe anacronistico e fuori luogo.
Ed allora, per raggiungere l'obiettivo, è necessario dar fondo a tutte le risorse a disposizione del tecnico romano.
Ieri, si può affermare, senza paura di essere smentiti, che la gara è stata trasformata da chi è subentrato.
I protagonisti infatti sono stati: Zappa, Oristanio, Viola e Pavoletti.
Hanno dato tecnica, leadership in campo (personalità) e soprattutto gol.
Nella prima frazione il Cagliari di era fermato su due pali, entrambi colpiti da Mancosu.
L'ingresso dei nuovi ha dato la scossa.
Tecnica, geometria, velocità di palleggio, ed un vero terminale offensivo sono stati i presupposti vincenti della storica rimonta.
Cagliari e la forza della leadership
Da qui si può e si deve assolutamente ripartire.
Dopo il gol del 3-3 siglato da Pavoletti, Viola si è girato verso i compagni e ha urlato: "Andiamo a vincerla!".
Incoraggiamento, timore per gli avversari che sentono l'urlo di battaglia.
Anche questo è il segreto della vittoria.
La convinzione, essere leader in campo e fuori.
Proprio come Lapadula, che da fuori urlava e incitava i compagni.
Questo è ciò che fa spesso la differenza.
Tener fuori Pavoletti, Viola e Lapadula (forzatamente), i veri leader dello spogliatoio insieme a Nandez, non è possibile.

Il Cagliari non può permetterselo, s
oprattutto in gare fratricida che possono segnare una stagione e determinarla in un verso o in quello opposto.
Ranieri certamente, dall'alto della sua grande esperienza, in settimana farà le sue riflessioni e le conseguenti valutazioni.
Una gara come quella di ieri, deve rappresentare lo spartiacque, la partita che può portare ad un paradiso fino ad ieri insperato.