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Daniele Garbo commenta la 25ª giornata
Alla fine della venticinquesima giornata il campionato ci regala altri verdetti, forse, definitivi. L’Inter appare inarrestabile e spazza via una Salernitana troppo brutta per essere vera e sempre più ultima in classifica. Ancora un passo falso per la Juventus che al Bentegodi non va oltre il pareggio contro i padroni di casa del Verona che, anche grazie a questo risultato, può coltivare il sogno salvezza.
Porte girevoli in casa Napoli, distante ben ventinove punti dalla vetta, dopo il pareggio casalingo contro il Genoa che costerà caro a Walter Mazzarri che incassa l’esonero da parte del club partenopeo in favore di Francesco Calzona, storico vice di Maurizio Sarri e di Luciano Spalletti durante le loro esperienze all’ombra del Vesuvio.
Di questo e molto altro parleremo nel nostro consueto appuntamento con Daniele Garbo dove analizzaremo il nostro campionato turno dopo turno.
Direttore partiamo subito con quella che sembra essere la notizia del giorno. In casa Napoli addio a Walter Mazzarri arriva Francesco Calzona. Troppo tardi per salvare una stagione da incubo?
“Il Napoli è stato vittima del suo presidente, che è stato capace di rovinare una macchina perfetta costruita in venti anni di presidenza. Cosa poteva sperare da Walter Mazzarri che non allenava da anni?, quello che è successo. Un allenatore arrivato in una situazione disastrosa dopo un altro disastro del presidente.
Che dire di Calzona, avrà bisogno di tanto coraggio e di tanta pazienza per rimettere le cose a posto. La stagione è compromessa. mai vista una cosa del genere dai campioni in carica ma c’è da salvare la faccia. Spero per il Napoli che sia la volta buona che De Laurentiis abbia fatto una buona scelta. Vediamo.”
La Juventus continua a deludere. In un mese dal possibile aggancio all’Inter si è passati a guardarsi le spalle dal Milan. Stagione deludente?
“Ma no. Mi aspettavo sicuramente qualcosa in più, vista la profondità della rosa e la mancanza delle coppe. Pensavo che l’Inter potesse avere qualche defaillance e invece la squadra di Inzaghi ha mostrato grande forza e soprattutto grande voglia di vincere. Tornando alla Juventus ovviamente il traguardo stagionale lo si sta raggiungendo tranquillamente, ma un vero peccato aver perso il contatto con i bianconeri nell’ultimo mese.”
Il Milan perde a Monza. Colpa di Pioli?
“Diciamo che il Milan è stato un pò vittima del turnover messo in atto da Pioli, che secondo me ha solo un pò esagerato nei cambi. Infondo credo che sia una sconfitta indolore, vista la situazione di classifica dei rossoneri, e visto che la Juventus non ha allungato.
Credo che non siano stati cambi dovuti al prossimo impegno di Europa League, ma credo che sia stata un occasione per far rifiatare chi ha tirato la carretta fino ad ora. I rossoneri possono tranquillamente guardare con serenità al prosieguo della stagione.”
Atalanta e Bologna volano, segnano danno spettacolo e puntano con decisione al quarto posto. Chi vede lanciata per la qualificazione?
“La Lazio ha perso una gran bella partita ieri ma il Bologna nel secondo tempo ha dato dimostrazione di grande forza con un Zirkzee spettacolare, tuttavia non credo che la squadra felsinea possa tenere il passo dell’Atalanta che sembra davvero irresistibile per tutti.
Credo che la lotta alla Champions League sia un affare a tre Roma, Atalanta e Bologna, ma con le prime due in vantaggio. La squadra di Thiago Motta e gioca un grandissimo calcio, ma l’Atalanta ha più esperienza in questo senso visto che in Europa ci naviga già da qualche tempo.”
Veniamo alla seconda parte della classifica: L’Empoli prolunga la sua serie positiva, notte fonda per la Salernitana. Come vede la corsa salvezza?
“La Salernitana sembra davvero spacciata e credo che farebbero bene a cominciare a pianificare la prossima stagione. L’Empoli sta davvero facendo un ottimo girone di ritorno, ma direi che chi vedo in pericolo in questo momento sono due squadre: Frosinone e Sassuolo che sembrano non saper più vincere.
Squadre che non sono abituate a lottare per la salvezza e che sono in enorme difficoltà. Faccio i miei complimenti al Verona che nonostante le tantissime cessioni nel mercato di gennaio ha resistito alla tempesta grazie anche alla bravura del suo tecnico Marco Baroni. Il Cagliari ha ripreso a fare punti, e voglio portare all’attenzione lo splendido gesto dei calciatori nei confronti del loro allenatore Claudio Ranieri impedendogli di rassegnare le proprie dimissioni.”
(Foto LBDV)
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Roma, Gasperini stravolge la sosta: zero riposo!
Niente giorni di vacanza per la Roma di Gasperini durante la sosta. Lavoro intenso a Trigoria per Pellegrini, De Roon e Molina.

L’URLO DI GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, la scelta isolata di Gasperini
Il riposo durante la pausa delle nazionali non rientra nel vocabolario di Gian Piero Gasperini. Mentre la quasi totalità dei club della Serie A ha approfittato dello stop del campionato per concedere diversi giorni di vacanza ai propri tesserati, il tecnico piemontese ha scelto una strada diametralmente opposta per la sua Roma.
Secondo quanto riportato sulle pagine di Tuttosport, il centro sportivo di Trigoria è rimasto regolarmente operativo fin da lunedì mattina, accogliendo i calciatori non impegnati con le rispettive selezioni per una serie di sedute d’allenamento quotidiane che si protrarranno fino al fine settimana.
Il programma della compagine capitolina si distingue in maniera netta rispetto alle decisioni prese dalle altre big del torneo. Cristian Chivu ha garantito ben sette giorni di riposo alla sua Inter, mentre Gennaro Gattuso ne ha concessi cinque alla Lazio, squadra che attualmente condivide con i giallorossi le posizioni di vertice della classifica.
Il quadro delle avversarie si completa con la settimana di pausa accordata da Cesc Fàbregas al Como, i cinque giorni stabiliti per la Juventus, la maxi-sosta di otto giorni del Milan e le sole quarantotto ore concesse da Antonio Conte al Napoli. Gasperini tira dritto per la propria strada, convinto che una pausa di tre settimane possa spezzare il ritmo partita e la tenuta atletica della squadra se non gestita con estremo rigore.
Tre casi speciali sotto la lente d’ingrandimento del tecnico
Le sedute di lavoro programmate a Trigoria hanno come obiettivo primario quello di effettuare un vero e proprio richiamo di preparazione, ma servono soprattutto a rimettere in sesto la condizione fisica di tre elementi chiave dell’organico che necessitano di attenzioni particolari.
Il primo osservato speciale è il capitano Lorenzo Pellegrini, aggregato nuovamente al gruppo soltanto nell’ultimo periodo dopo una lunga e complessa riabilitazione. L’ultima apparizione ufficiale del numero sette risale allo scorso 10 aprile, e queste tre settimane di lavoro senza la pressione del risultato rappresentano un’opportunità fondamentale per ritrovare la brillantezza e i ritmi necessari per il rientro.
Particolare attenzione viene riservata anche a Marten de Roon e Nahuel Molina. Il centrocampista olandese, approdato nella Capitale durante gli ultimi giorni del calciomercato estivo, stenta ancora a trovare la migliore condizione tattica ed è tuttora alla ricerca della prima maglia da titolare nell’undici di Gasperini. Per l’esterno argentino, non convocato dal commissario tecnico Lionel Scaloni per gli impegni dell’Albiceleste, la sosta costituisce invece un’occasione d’oro per recuperare le energie psicofisiche dopo le fatiche accumulate nel corso del Mondiale, ripresentandosi ai nastri di partenza della stagione con la brillantezza necessaria per presidiare la fascia giallorossa.
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Frattesi alla Lazio: “Volevo tornare, Gattuso unico”
Frattesi svela i retroscena del passaggio alla Lazio. La spinta di Gattuso, il riscatto dopo l’Inter e il rapporto speciale con il tecnico.

LA CONCENTRAZIONE DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, rinascita in biancoceleste per Frattesi
Il passaggio di Davide Frattesi alla Lazio si è subito affermato come uno dei movimenti di mercato più rilevanti ed d’impatto dell’intera Serie A. Il centrocampista romano ha vissuto un avvio di stagione folgorante, ritrovando immediatamente quelle sensazioni sul campo che nella passata annata con la maglia dell’Inter erano gradualmente venute a mancare. La scarsa continuità d’impiego e alcuni problemi di natura fisica avevano condizionato la sua ultima parentesi milanese, limitandone il minutaggio sia a livello di club sia nelle gerarchie della Nazionale italiana.
La svolta è arrivata con il trasferimento nella Capitale, ambiente che il giocatore desiderava fortemente ritrovare per dare una sterzata decisiva alla propria carriera. La fiducia incondizionata percepita fin dai primi giorni dal nuovo ambiente gli ha permesso di ritrovare la brillantezza atletica e la determinazione negli inserimenti offensivi, trasformandolo da subito in una delle pedine più efficaci e trascinanti del centrocampo biancoceleste.
Il retroscena estivo, il ruolo fondamentale di Gennaro Gattuso
A fare la differenza nella scelta finale del calciatore è stata la presenza in panchina di Gennaro Gattuso. Il tecnico ha mantenuto un contatto diretto e costante con la mezz’ala durante tutta la sessione estiva di calciomercato, tempestandolo di telefonate per convincerlo ad abbracciare il progetto tecnico della Lazio. Un corteggiamento insistente, fatto anche di confronti accesi e schietti volti a spronare il ragazzo a ritrovare la versione migliore di se stesso.
Nel loro dialogo resta presente anche la ferita condivisa per la delusione di Zenica in Nazionale, un episodio amaro che entrambi preferiscono non rievocare, concentrando ogni energia sul percorso di crescita del club. Attorno a Frattesi si sta strutturando un gruppo giovane e affiatato che, sotto la guida energica di Gattuso, punta a facilitare il rapido inserimento dei nuovi acquisti e a ritagliarsi un ruolo di primissimo piano nel panorama del campionato italiano.
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Milan, Athekame cresce a Lione: il prestito può cambiare il suo futuro
Il laterale svizzero è diventato titolare fisso con Fonseca e ha già firmato 2 gol e 2 assist. Il prestito senza diritto di riscatto lascia ai rossoneri il controllo sul 2027.

ZACHARY ATHEKAME DELL’OLYMPIQUE LIONE CONTROLLA IL PALLONE (FOTO DI FRANCO ARLAND/GETTY IMAGES)
Zachary Athekame sta trasformando il prestito al Lione in un passaggio importante per il proprio futuro al Milan: Paulo Fonseca lo ha schierato titolare in tutte le prime cinque giornate di Ligue 1, il laterale ha giocato 450 minuti su 450 e ha già prodotto 2 gol e 2 assist.
Il dato più importante va oltre il rendimento immediato. Athekame è in Francia senza diritto di riscatto e resta legato ai rossoneri fino al 30 giugno 2030. Il Lione gli sta dando continuità, mentre il Milan mantiene il controllo sul suo futuro.
Da 819 minuti a un posto fisso con Fonseca
Il cambiamento più evidente riguarda il minutaggio.
Nella Serie A 2025/26 lo svizzero aveva raccolto 27 presenze con il Milan, per un totale di 819 minuti. Ben 20 apparizioni erano arrivate entrando dalla panchina.
A Lione il quadro è completamente diverso.
Fonseca lo ha utilizzato dall’inizio in tutte le prime cinque giornate e non lo ha ancora sostituito: cinque titolarità e cinque partite complete.
In poco più di un mese ha già disputato oltre la metà dei minuti accumulati nell’intero campionato precedente con la maglia rossonera. Athekame è passato da elemento di rotazione a titolare stabile.
Cinque partite per raggiungere già il 2+2
Alla continuità si sono aggiunti i numeri offensivi.
Il classe 2004 conta già due reti e due assist in Ligue 1. Con il Milan aveva chiuso la scorsa Serie A con lo stesso rendimento, ma distribuito nell’arco di 27 presenze.
In Francia gli sono bastate cinque giornate per eguagliarlo.
Il primo gol è arrivato contro l’Auxerre, nella vittoria per 3-1 del 4 settembre. Contro il Rennes, il 19 settembre, è andato nuovamente a segno nel 4-0 dei francesi, aggiungendo anche un assist per Corentin Tolisso.
Il 2+2 fotografa il salto offensivo, ma soprattutto accompagna una trasformazione più importante: Athekame ora gioca ogni settimana e lo fa dall’inizio alla fine.
Il prestito sta dando ad Athekame ciò che gli mancava
Quando il laterale ha lasciato Milano ad agosto, aveva bisogno soprattutto di continuità.
A 21 anni aveva già trovato spazio nelle rotazioni rossonere, ma raramente aveva potuto costruire una lunga sequenza di partite da titolare. Il Lione gli sta offrendo proprio questa possibilità.
Fonseca gli ha affidato stabilmente la fascia destra e Athekame sta rispondendo con minuti, rendimento e partecipazione offensiva.
È questo il valore principale dell’operazione per il Milan. Lo svizzero sta accumulando esperienza attraverso partite complete e responsabilità da titolare, invece di vivere un’altra stagione prevalentemente da alternativa.
Nessun diritto di riscatto: decide il Milan
La formula dell’accordo rende ancora più importante quanto sta accadendo in Francia.
Athekame è stato ceduto al Lione per una stagione senza diritto di riscatto. Il club francese può valorizzarlo e utilizzarlo da titolare, ma non dispone di un’opzione per acquistarlo definitivamente.
Il cartellino resta dei rossoneri e il contratto firmato nell’estate 2025 scade nel 2030.
Per questo la crescita in Ligue 1 riguarda direttamente anche il Milan. A fine prestito il club potrà rivalutare il giocatore dopo una stagione costruita su un minutaggio e un ruolo molto diversi rispetto a quelli avuti a San Siro.
Nel 2027 il Milan avrà un dossier diverso
Il percorso francese sta già modificando la base sulla quale verrà valutato il laterale.
Un giocatore reduce da una stagione da alternativa non presenta lo stesso profilo di chi ha conquistato il posto da titolare in Ligue 1. Le prime cinque giornate mostrano esattamente questa evoluzione.
Nell’estate 2027 i rossoneri avranno quindi due strade principali: valutarne l’inserimento nel progetto tecnico oppure prendere una decisione sul mercato partendo da un calciatore più esperto e valorizzato.
La scelta arriverà più avanti. Intanto il prestito sta costruendo condizioni molto diverse rispetto a quelle dell’estate 2026.
Athekame è già tornato al centro dei piani futuri
I numeri sintetizzano il cambiamento: 27 presenze e 819 minuti con il Milan nel 2025/26, cinque presenze e 450 minuti con il Lione nel 2026/27.
In Francia Athekame ha già raggiunto gli stessi 2 gol e 2 assist prodotti nell’intera Serie A precedente e, soprattutto, è diventato un titolare fisso per Fonseca.
Il Lione gli sta dando ciò che cercava: partite, continuità e responsabilità. Il Milan, invece, conserva il cartellino e l’ultima parola sul futuro.
Athekame è partito per crescere e il prestito sta già cambiando il suo status. Nel 2027 i rossoneri si ritroveranno a valutare un giocatore con un bagaglio molto diverso da quello che aveva lasciato Milanello ad agosto.
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