Fiorentina, Dzeko parla con i tifosi: la scena farà discutere, perché il regolamento può prevedere sanzioni. Ma un precedente recente complica ogni certezza.
La Fiorentina caduta a Bergamo: Dzeko si rivolge ai tifosi
Al termine della
sconfitta della
Fiorentina in casa dell’
Atalanta,
Dzeko si è avvicinato al settore ospiti e, impugnando un megafono, ha chiesto il sostegno della tifoseria: “Abbiamo bisogno di voi”. Un gesto forte, insolito — diverso dai cori dopo un successo o da manifestazioni d’affetto consuete.
La scena ha immediatamente sollevato dubbi: può un giocatore utilizzare strumenti da megafono per comunicare con i tifosi dopo una partita? La risposta non è automatica, e ora la vicenda sarà esaminata dalla
Procura Federale per valutare possibili provvedimenti.
Il Codice Sportivo: cosa prevede l’articolo 25
Il potenziale profilo sanzionabile è illustrato all’interno del regolamento disciplinare: l’art. 25 (“Prevenzione di fatti violenti”) vieta ai tesserati “interlocuzioni con i sostenitori o manifestazioni che possano costituire intimidazione, offesa, denigrazione o comunque ledere la dignità umana”.
In caso di violazione, la pena prevista è la squalifica per una o più giornate, oltre a un’ammenda fino a 20.000 euro.
Il precedente Spezia–Milan e un confronto scomodo
Tuttavia, non è la prima volta che una squadra si avvicina alla curva in trasferta: nel maggio 2023, dopo una partita dello
Milan a
Spezia, alcuni calciatori andarono sotto il settore tifosi rossoneri. La differenza sostanziale? Nessuno parlò al megafono, rimasero in silenzio. E la Procura chiuse il fascicolo senza sanzioni.
È questo precedente che oggi potrebbe rivelarsi determinante: se non verranno riscontrati insulti, intimidazioni o atteggiamenti offensivi,
è probabile che anche il caso Dzeko si concluda con un’archiviazione.
La Procura valuta: tra regolamento e buonsenso
Nonostante la stretta normativa del 2015 su rapporti e contatti tra calciatori e tifosi, l’interpretazione dell’articolo resta soggetta a discrezionalità: non basta “parlare a una curva” per essere automaticamente puniti. La chiave è stabilire se la comunicazione abbia avuto toni intimidatori o lesivi della dignità.
Secondo gli esperti, questo episodio, pur causando clamore, ha poche probabilità concrete di tradursi in squalifica, a meno di sviluppi inattesi.