Nell'anno del centenario di San Siro, Inter e Milan hanno svelato la casa che lo sostituirà: si chiamerà Generali Stadium.
Il progetto firmato da Foster + Partners e Manica è stato presentato il 29 ottobre al Castello Sforzesco: un impianto da 71.500 posti che sorgerà accanto all'attuale Giuseppe Meazza.
Sul piano economico, l'operazione complessiva vale circa 2,3 miliardi di euro, mentre l'accordo con Generali per il nome vale 650 milioni di euro.
La prima partita è in programma nella stagione 2031/32, in tempo per gli Europei del 2032.
Dove finiscono i 2,3 miliardi
Quella cifra non coincide con il costo del cantiere. Nei documenti ufficiali depositati in Comune, i due club indicano un totale di 2,302 miliardi di euro.
Questa somma comprende acquisto dell'area, opere di urbanizzazione, viabilità, bonifiche e oneri finanziari.
Per lo stadio vero e proprio la spesa è di 583,7 milioni di euro, che salgono a circa 708 con il podio su cui poggerà l'impianto.
L'area è stata rilevata dal Comune per 197 milioni di euro con il rogito del 5 novembre 2025. Interessi e fideiussioni pesano invece per circa 382 milioni, il 17% del totale.
Generali, il naming da 650 milioni
Principale compagnia assicurativa italiana e già Official Insurance Partner dei due club, Generali diventa così la prima grande voce in entrata.
L'accordo da 650 milioni di euro per i diritti sul nome è uno dei più grandi di questo tipo per stadi nello sport mondiale.
Nelle competizioni UEFA, che non ammettono i nomi degli sponsor, l'impianto adotterà invece una denominazione neutra.
Due anelli e curve a 37 gradi
Di forma ovale, il nuovo stadio avrà un'altezza di circa 60 metri e due anelli continui a 360 gradi, contro i tre dell'attuale San Siro.
Le curve, da circa 11mila posti ciascuna, avranno un'inclinazione fino a 37 gradi, sul modello del Muro Giallo del Borussia Dortmund.
Oltre 13mila posti, inoltre, saranno riservati all'area premium e hospitality.
Una facciata ispirata al Duomo
A disegnare la facciata è una struttura a «X» in cemento con ingressi a forma di diamante, ispirata alla lavorazione del Duomo.
La copertura a doppia curvatura, fissa e con tecnologia fotovoltaica, protegge le tribune ma lascia scoperto il campo. I parcheggi, invece, saranno ricavati sotto l'impianto.
«Un muro di 11 mila persone, inclinate di 37 gradi», ha sintetizzato Norman Foster, che con Manica aveva già lavorato a Wembley.
Cent'anni dopo il 6-3 dell'Inter
Il Meazza fu inaugurato il 19 settembre 1926 con un'amichevole vinta 6-3 dall'Inter sul Milan, in uno stadio voluto dal presidente rossonero Piero Pirelli.
Dal 1980 l'impianto porta il nome di Giuseppe Meazza. A febbraio ha ospitato la cerimonia d'apertura dei Giochi di Milano Cortina, e continuerà ad accogliere le partite delle due milanesi fino all'entrata in funzione del nuovo stadio.
Cosa resterà del vecchio San Siro
La demolizione parziale partirà dal 2031, una volta ottenuta l'agibilità del Generali Stadium, e durerà circa un anno.
In piedi resterà soltanto una porzione dei settori blu e arancio, insieme all'angolo che li collega.
Tutto intorno, su 281mila metri quadrati, nascerà un quartiere con spazi verdi, uffici, hotel e attività commerciali, da completare entro il 2035.
Il conto alla rovescia verso Euro 2032
I club indicano l'avvio dei lavori nel 2028 e la prima partita nella stagione 2031/32, subordinata alle autorizzazioni necessarie.
L'obiettivo è mettere l'impianto a disposizione degli Europei 2032, organizzati da Italia e Turchia.
Il tema dei tempi pesa già: l'impossibilità di escludere cantieri nel 2027 ha fatto sfumare per Milano la finale di Champions League di quell'anno, assegnata dalla UEFA al Metropolitano di Madrid.
Sul fronte legale, intanto, il TAR della Lombardia ha respinto i cinque ricorsi contro la vendita del Meazza e delle aree circostanti.
Il sogno di Scaroni e i cori degli ultras
In prima fila alla presentazione c'erano i presidenti Beppe Marotta e Paolo Scaroni, insieme al sindaco Giuseppe Sala e al presidente della Serie A Ezio Simonelli.
«È un sogno che si avvera, ci sto lavorando dal 2017», ha detto il numero uno rossonero. Per David Manica sarà invece «un San Siro che sarà ancora più San Siro di prima».
Non tutti i tifosi, però, salutano il progetto con entusiasmo. All'interno del Castello gli ultras nerazzurri hanno intonato per alcuni minuti «Giù le mani dal nostro stadio. Luci a San Siro non le spegnerete mai».
Il padiglione con il plastico del Generali Stadium resta aperto gratuitamente al pubblico fino a domenica 1 novembre, primo appuntamento di un percorso che punta dritto al 2031/32.







