A saltare non sono solo le panchine, a rischio adesso c'è un'intera società, quella di Cairo. Non è un momento facile per i tifosi granata, la contestazione è partita dopo la sberla di ieri sera, vediamo insieme cos'è successo.Niente da fare, il Torino non carbura; ieri sera, infatti, è arrivata la terza sconfitta in cinque partite (2 pareggi di cui uno a reti bianche). La vittoria manca ormai da un mese (18 settembre, 0-3 a Salerno) e i tifosi non ce la fanno più. Ieri sera, dopo la sberla (0-3) subita dall'Inter (reti di Thuram, Lautaro Martinez e Calhanoglu) è partita la contestazione contro Juric e tutta la squadra ma, soprattutto la protesta è arrivata fino ... al Cairo! Il Presidente infatti è finito sotto il tritacarne del tifo granata, accusato soprattutto di non aver saputo allestire una squadra "competente", e non c'entra solo l'ennesimo derby perso.
C'è di mezzo la sconfitta contro la Lazio (2-0) e il pareggio col Verona (due squadre che quest'anno non stanno facendo fuoco e fiamme) e soprattutto, come suddetto, la sberla sonora di ieri sera.
Juric contestato
Adesso Cairo deve meditare e soprattutto trema Juric, la panchina scotta e la squadra non vive certo serenamente questo momento molto difficile. 1 punto in 3 partite non è certo una media da salvezza, visto che il Torino difficilmente può puntare ad altro, e adesso c'è la trasferta di Lecce, che sta facendo molto bene, soprattutto in casa.
Come finirà? Se continueranno così, deduco, molto male ... attenzione, la rivoluzione è dietro l'angolo!
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.