Una Lazio falcidiata dalle assenze trova la vittoria con il minimo sforzo grazie al gol lampo di Basic. Per la Juventus è l’ottavo match senza vittorie...
La Juventus non riesce più a rialzarsi. All’Olimpico, contro una Lazio in piena emergenza, i bianconeri incassano l’ennesima delusione di una stagione sempre più complicata. Finisce 1-0 per i biancocelesti, che ritrovano il sorriso e punti preziosi per la classifica, mentre la squadra di Igor Tudor sprofonda in una crisi che sembra non avere fine.
Lazio-Juventus: l'analisi delle due squadre
A decidere la sfida è il gol di Toma Basic dopo appena quattro minuti di gioco. Una zampata che rappresenta la rete più veloce segnata da un giocatore della Lazio contro la Juventus in Serie A dai tempi di Giuseppe Favalli, che il 10 marzo 1996 trovò il vantaggio al terzo minuto. Un segnale del destino, quasi a voler sottolineare quanto profondo sia il momento negativo della “Vecchia Signora”.
La Lazio, priva di diversi titolari e costretta a reinventarsi in più reparti, ha interpretato la gara con un grande spirito di sacrificio. La vittoria consente ai capitolini di risalire la classifica, tornando nella parte sinistra e portandosi a un solo punto proprio dai bianconeri.
IGOR TUDOR PUNTA IL DITO IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Dall’altra parte, invece, la Juventus sembra un corpo senza anima. L’ottavo match consecutivo senza vittorie (cinque pareggi e tre sconfitte tra campionato e coppe) certifica una crisi tecnica e mentale profonda. Le idee di Tudor non sembrano ancora aver attecchito. La squadra appare confusa, priva di ritmo e di quella solidità che un tempo ne rappresentava il marchio di fabbrica.
I segnali di nervosismo sono sempre più evidenti. Il gioco latita, i risultati non arrivano e lo spogliatoio dà la sensazione di non seguire pienamente il nuovo corso. In società cresce la preoccupazione, e anche se non trapelano decisioni immediate, la posizione dell’allenatore croato si fa ogni giorno più traballante.
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La pesante e umiliante sconfitta rimediata sul campo del Porto in Champions League, unita alle recenti e rumorose tensioni emerse all'interno dello spogliatoio tra dichiarazioni discordanti e nervi a fior di pelle, ha spinto la società azzurra a passare drasticamente alle vie di fatto. Come riferito dalle edizioni odierne de La Repubblica e Il Mattino, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha deciso di intervenire in prima persona per arginare la crisi, ordinando un immediato ritiro punitivo per la squadra guidata da Massimiliano Allegri.
Il giorno più triste e malinconico per il calcio lusitano si trasforma, al tempo stesso, nel momento della distensione e della fine di un lunghi mesi fatti di tensioni sotterranee. Con un annuncio ufficiale affidato a un toccante videomessaggio, Cristiano Ronaldo ha comunicato il proprio addio definitivo alla Nazionale portoghese dopo ben 23 anni straordinari di record, gol e trionfi leggendari. Tra i milioni di messaggi di ringraziamento arrivati da ogni angolo del pianeta, a catturare l'attenzione dei media e dei tifosi è stato un commento in particolare: quello di Gonçalo Ramos, l'attaccante del Milan che ha raccolto la pesantissima eredità di CR7 al centro dell'attacco della Selecção.
Arrivano segnali altamente incoraggianti dall'infermeria del centro sportivo di Appiano Gentile in casa Inter. In vista della prossima e imminente giornata di campionato, mister Cristian Chivu può finalmente tirare un sospiro di sollievo e riabbracciare due elementi di primissimo piano. John Stones e Curtis Jones, entrambi costretti ai box nelle scorse settimane a causa di noie fisiche, hanno completato brillantemente l'iter di recupero e svolto per intero la seduta di allenamento odierna insieme al resto della squadra.
Un grave episodio di intolleranza e sessismo scuote il campionato di Serie A. La Procura Federale guidata da Giuseppe Chiné ha deciso di aprire formalmente un fascicolo d'inchiesta in seguito alle frasi offensive e sessiste rivolte all'arbitra Maria Sole Ferrieri Caputi nel corso della sfida dello stadio Sinigaglia tra Como e Venezia. Gli insulti, captati in modo nitido anche dai telespettatori attraverso i microfoni della diretta televisiva, non erano stati rilevati direttamente in campo dagli ispettori federali, rendendo necessario l'intervento d'ufficio della giustizia sportiva.