La Juventus prepara un nuovo aumento di capitale: l'assemblea degli azionisti ha approvato con il 99,9% dei voti favorevoli la delega al CdA fino a 250 milioni di euro, sovrapprezzo incluso.
Non si tratta di un'iniezione immediata. Sarà il Consiglio d'Amministrazione a stabilire tempi e modalità dell'operazione, anche in più tranche.
La ripartizione illustrata in sala chiarisce però l'ordine delle priorità: prima del mercato vengono i conti. Il bilancio chiuso al 30 giugno 2026 registra una perdita consolidata di 66 milioni, il nono esercizio consecutivo in rosso.
Metà dei fondi per un patrimonio netto da 11,5 milioni
Il dato chiave è il patrimonio netto consolidato, sceso a 11,5 milioni dai 13,2 di un anno prima. Nello stesso periodo l'indebitamento finanziario netto è salito da 280,2 a 331,1 milioni.
Anche i ricavi si sono fermati a 474,7 milioni, contro i 529,6 del 2024-25. Le plusvalenze sono passate da 89,7 a 36,5 milioni, sono venuti meno i 27 milioni del Mondiale per Club e il sesto posto in campionato ha ridotto gli introiti da diritti tv.
In controtendenza ci sono soltanto sponsorizzazioni e pubblicità, salite da 105,6 a 126 milioni. A spingerle sono stati gli accordi di maglia con Jeep e Visit Detroit.
Da qui nasce la formula spiegata da Stefano Cerrato, Managing Director Corporate & Finance: «La prospettiva dei 250 milioni è legata alle performance sportive: il 45-50% delle risorse servirà a mantenere un patrimonio netto adeguato. La parte residuale sarà destinata al mantenimento della competitività sportiva e al controllo dell'indebitamento».
L'orizzonte indicato riguarda le stagioni 2026-27 e 2027-28. Nessun effetto, invece, sul bond da 150 milioni a dodici anni emesso nel corso dell'esercizio.
Exor garantisce, la Borsa frena
Exor, che controlla il 65,4% del club, ha annunciato un versamento immediato di 60 milioni in conto futuro aumento di capitale. A delega piena, la sua quota pro rata vale circa 163,5 milioni.
Secondo azionista è Tether con l'11,5%. Il presidente Gianluca Ferrero ha però chiarito che al momento non ci sono iniziative comuni con la società.
La nuova delega arriva un anno dopo l'aumento da circa 98 milioni chiuso nel novembre 2025. Il mercato l'ha accolta con freddezza: all'annuncio di fine settembre il titolo è sceso ai livelli più bassi da oltre dieci anni.
I vincoli del settlement agreement con la UEFA
A delega piena, la quota residua vale tra i 125 e i 137 milioni circa. Andrà divisa tra squadra, debito e asset: Allianz Stadium, J|Hotel, Juventus Training Center, J|Medical e la ricostruzione dell'area scouting.
Il margine sul mercato resta però legato al settlement agreement con la UEFA, annunciato il 30 giugno per il mancato rispetto della Football Earnings Rule nel triennio 2022-23/2024-25. L'accordo dura fino al 2027-28 e prevede 6 milioni di sanzione già a bilancio, fino ad altri 14 milioni condizionati ai parametri economici e vincoli sul costo dei giocatori della Lista A.
Lo ha ricordato Giovanni Carnevali, confermato amministratore delegato dal CdA riunito dopo l'assemblea: «Non pensiamo di poter fare nulla di straordinario perché abbiamo accordi in essere con l'Uefa: dobbiamo lavorare bene con ciò che abbiamo».
Con l'Europa League al posto della Champions, anche il 2026-27 è atteso in perdita.
Un secondo stadio e i ricavi dei concerti
Sulle strutture, Ferrero ha rilanciato l'idea di un impianto per Next Gen e Juventus Women. Le due squadre giocano rispettivamente al Moccagatta di Alessandria e al Pozzo-La Marmora di Biella.
«Sarebbe bello realizzare un secondo stadio nelle vicinanze dell'Allianz Stadium. L'idea esiste, ma al momento non abbiamo un progetto esecutivo da realizzare nell'immediato», ha spiegato il presidente.
Intanto lo Stadium ha chiuso la sua prima stagione di concerti con sette eventi e oltre 250.000 spettatori. Le attività no matchday hanno reso circa 5,4 milioni nel 2025-26, per il 20-25% legati proprio ai live.
Escluso, invece, il delisting dalla Borsa evocato dall'azionista D'Orazio.
Thiago Motta, il recesso chiude il capitolo
Si chiude infine la vicenda di Thiago Motta, esonerato il 23 marzo 2025 e legato al club fino al 30 giugno 2027.
A spiegarlo è stato Cerrato: «Era prevista una clausola che ci consentiva di esercitare il diritto di recesso, pagando un corrispettivo economico. Di conseguenza, non è più sotto contratto con la Juventus».
Tempi e tranche dell'aumento saranno ora decisi dal CdA, e da quelle scelte dipenderà quanto margine resterà ai bianconeri per la squadra nei limiti fissati con la UEFA.







