Secondo quanto riportato da Ekrem Konur, il classe 2002 resta un profilo seguito dai bianconeri. Il minutaggio è ridotto, ma le parole del tecnico degli Spurs raccontano uno scenario diverso da una bocciatura.
Perché Udogie rientra nella nuova strategia della Juventus
Il nome dell'ex Udinese si inserisce nella linea indicata negli ultimi giorni da Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale della Juventus. Il dirigente ha parlato pubblicamente della volontà di portare maggiore «italianità» nella rosa.
Udogie ha 23 anni, conosce già la Serie A e ha maturato esperienza in Premier League e nelle competizioni europee. Questo identikit è coerente con quanto spiegato da Carnevali al Festival dello Sport di Trento: puntare su giocatori italiani forti e su giovani con prospettive di crescita.
La posizione del Tottenham sul futuro del giocatore
Il Tottenham, tuttavia, mantiene una posizione solida. Udogie ha un contratto fino al 2030, prolungato nel dicembre 2023.
Inoltre non ci sono indicazioni ufficiali secondo cui gli Spurs abbiano deciso di metterlo sul mercato. Per questo l'interesse della Juventus va considerato, allo stato attuale, come una fase di monitoraggio e non come una trattativa avanzata.
Udogie gioca poco, ma De Zerbi non lo ha bocciato

A rendere interessante la situazione è soprattutto il minutaggio dell'italiano in questo avvio di stagione. In Premier League 2026/27 Udogie ha collezionato 3 presenze, di cui una da titolare, per complessivi 87 minuti.
La concorrenza sulla corsia è aumentata con l'arrivo di Andy Robertson, ingaggiato dal Tottenham in estate dopo la fine della sua lunga esperienza al Liverpool. Lo scozzese è un'alternativa di massimo livello e ha inevitabilmente modificato le rotazioni sulla fascia sinistra.
Il poco spazio di Udogie, però, non può essere letto semplicemente come una bocciatura di Roberto De Zerbi. Dopo lo 0-0 contro il Nottingham Forest del 5 settembre, il tecnico aveva definito Udogie «another crucial player for us», spiegando contemporaneamente la necessità di gestirne attentamente la condizione fisica.
Anche nei giorni successivi De Zerbi aveva ribadito lo stesso concetto. Udogie arrivava da una stagione condizionata da diversi problemi fisici e il Tottenham non voleva correre rischi aumentando troppo rapidamente il suo minutaggio.
Un dato rafforza questa lettura: nella stagione 2025/26 Udogie ha disputato 28 partite complessive e, dopo l'arrivo di De Zerbi, è partito titolare in sei delle sette gare del tecnico sulla panchina degli Spurs.
Cosa può cambiare nei prossimi mesi
Per la Juventus il dossier resta quindi interessante soprattutto in prospettiva. Età, nazionalità italiana, conoscenza della Serie A ed esperienza internazionale coincidono con una parte della strategia indicata da Carnevali.
La situazione al Tottenham dovrà però essere valutata senza forzature. Il contratto fino al 2030 protegge il club inglese, mentre non risultano richieste di cessione da parte del giocatore né una decisione degli Spurs di privarsene.
La Juventus osserva. Udogie oggi non è un titolare fisso a Londra, ma nemmeno un elemento scaricato da De Zerbi: l'evoluzione di queste gerarchie potrebbe stabilire se l'interesse bianconero si trasformerà, nelle prossime finestre di mercato, in qualcosa di più concreto.







