Il calciomercato della Lazio passa oggi più dai conti che dalle trattative: secondo Giulio Cardone, la sessione di gennaio resterà ferma.
Il giornalista, intervenuto in radio, ha spiegato che il mercato invernale sarà «sicuramente bloccato» stando ai conti di settembre. Poi ha aggiunto che «per fine marzo dovrai sistemare la situazione per non avere il mercato totalmente bloccato in estate».
Si tratta di una sua valutazione, non di un provvedimento ufficiale. Il verdetto sui dati al 30 settembre è atteso per metà dicembre, ma la partita decisiva si giocherà in primavera, e i biancocelesti la affrontano da capolista solitaria della Serie A.
Il 31 marzo come spartiacque
Tutto ruota attorno all'indicatore del costo del lavoro allargato, cioè il rapporto tra costo del lavoro e ricavi. Il controllo avviene due volte l'anno: il dato al 30 settembre pesa sulla sessione invernale, quello al 31 marzo sull'estate.
Chi supera la soglia di 0,7 può tesserare solo se ogni acquisto è coperto dal saldo positivo generato nella stessa sessione. Inoltre non può ritoccare al rialzo gli ingaggi dei giocatori già in rosa, salvo quelli in scadenza entro la stagione successiva.
Dal blocco totale alla non conformità
La Lazio ha già attraversato tutti gli scenari. Dopo il blocco totale dell'estate 2025, a dicembre il club era rientrato nei parametri.
A gennaio 2026 ha così potuto acquistare Kenneth Taylor dall'Ajax, un investimento da 17,25 milioni di euro a bilancio, cedendo Castellanos al West Ham e Guendouzi al Fenerbahçe.
Alla verifica di fine marzo, però, l'indice è risalito a 0,822. Il 12 giugno la FIGC ha comunicato al club la non conformità: per tornare liberi sul mercato sarebbero serviti circa 19,5 milioni di versamenti.
La dirigenza ha scelto un'altra strada, quella di un'estate a saldo positivo.
L'estate a saldo positivo, cifra per cifra
I numeri del bilancio mostrano come è stato costruito il mercato. In uscita ci sono quattro cessioni a titolo definitivo per 23,08 milioni, tra cui quelle di Gila al Milan e di Provedel all'Inter.
A queste si aggiungono i prestiti di Dia e Ratkov, con obblighi di riscatto per 21,1 milioni legati al raggiungimento di determinati obiettivi.
In entrata, quattro acquisti definitivi sono costati appena 7,35 milioni complessivi, tra cui Pinamonti. Completano il quadro tre prestiti, Šutalo, Frattesi e Gudmundsson, per 8,75 milioni.
Il caso Frattesi e i riscatti da 31,35 milioni
L'operazione Frattesi è la più indicativa. La formula iniziale con obbligo di riscatto non rispettava il vincolo ed è stata trasformata in un prestito oneroso da 5 milioni con diritto di riscatto a 10.
Il conto complessivo dei riscatti dei tre prestiti arriva a 31,35 milioni. Sono decisioni da prendere la prossima estate, proprio nella finestra legata alla verifica del 31 marzo.
Un bilancio che pesa sugli stipendi
L'esercizio chiuso al 30 giugno 2026 ha registrato una perdita di 10 milioni, la seconda consecutiva. Il valore della produzione è sceso a 131,75 milioni, 11,74 in meno dell'anno precedente, principalmente per l'assenza dalle coppe europee.
Nello stesso esercizio il costo del personale ha superato i 104 milioni. Le plusvalenze, pari a 39,3 milioni, hanno contenuto il rosso, ma l'indebitamento finanziario netto è salito da 66,3 a 126,4 milioni.
Rinnovi e tagli: dove passa il saldo zero
«Almeno al saldo zero ci devi arrivare, quindi quello che potranno tagliare, lo taglieranno», ha aggiunto Cardone.
Tra i contratti in scadenza nel 2027 restano quelli di Lazzari, Cataldi, Pellegrini e Cancellieri. Su questo punto il giornalista ha un'idea precisa: «Cancellieri forse, Lazzari no, Cataldi potrebbe. Pellegrini non credo».
Diverso il discorso per Gustav Isaksen, legato al club fino al 2028 e autore di quattro gol nelle ultime cinque partite. Il rinnovo è «a buon punto», con l'obiettivo di portare lo stipendio a 2 milioni.

Taylor e Tavares, la leva delle cessioni
L'altra leva a disposizione sono le cessioni. Cardone si aspetta «offerte importanti a gennaio» per Taylor e Nuno Tavares, «giocatori che interessano adesso ai grandi club».
Il primo ha un contratto fino al 2030, il secondo fino al 2028.
Il primato in campo
Nel frattempo la Lazio di Gattuso, arrivato a giugno al posto di Sarri, corre in campionato. Con il 2-1 sul Cagliari ha centrato la nona vittoria in dieci giornate.
La squadra è prima da sola con tre punti sull'Inter, come non accadeva dalla stagione 2010/11. Domenica la attende la trasferta di Napoli.
Dal verdetto di dicembre alla verifica di primavera
La sequenza è già segnata: prima il responso sui conti di settembre, poi la sessione invernale e infine la verifica del 31 marzo che deciderà l'estate.
Per i biancocelesti la seconda parte di stagione si giocherà quindi su due tavoli, classifica e bilancio. Un ritorno in Europa riporterebbe proprio quei ricavi la cui assenza ha pesato sull'ultimo esercizio.







