Leao, da genio incompreso ad elemento imprescindibile nel giro di pochi mesi. Una vera e propria metamorfosi che vale la pena raccontare.
Leao, una vera e propria rovesciata alla sua permanenza in
rossonero. Si diceva fosse un talento, si diceva sarebbe venuto fuori alla distanza, ma di fatto, dopo due stagioni, niente di tutto questo era emerso. Se non qualche sprazzo di
talento purissimo seppur grezzo ed un discreto apporto in zona gol per lui che non é una prima punta. Due anni da da cinque in pagella nonostante un utilizzo spesso fuori ruolo per motivi di emergenze infortuni.
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Leao, cambio di mentalità
Ma cosa é veramente successo al portoghese classe 1999 per cambiare così tanto? Semplicemente
ha cambiato mentalità, questo é quanto dichiarato dal tecnico Stefano Pioli alla ripresa della stagione. L’allenatore rossonero infatti ha fin da subito notato un’inversione di tendenza del portoghese anche solamente nel modo di allenarsi. Da lì una
maggiore consapevolezza dei propri mezzi acquisita con un utilizzo costante.
Pioli lo ha infatti utilizzato titolare ben
sette partite su otto, lasciandolo in panchina solamente durante il primo tempo contro lo Spezia. Preziosi i suoi strappi, le sue cavalcate sulla fascia, il suo estro e perché no, la sua giovanile incoscienza che lo sta portando a mettere in mostra numeri come la coraggiosa rovesciata contro l’Atletico Madrid.
Se diverrà più freddo in zona gol, rimane ancora un limite, potrà veramente consacrarsi come un top player, ma per adesso c’è ancora qualche lezione da studiare. Fino a qui
3 reti ed 1 assist in 8 gare, nelle due annate precedenti i gol erano stati
tredici in totale. Numeri discreti che dovranno essere migliorati, preziosa occasione quest’anno, Leao non la dovrà sprecare, siamo peraltro convinti non lo farà.