Leao, è sotto gli occhi di tutti il comportamento durante il cooling break di sabato sera contro la Roma. E soprattutto è sotto gli occhi di tutti il seguito che ne è scaturito.
Difficilmente mi schiero contro i giocatori e a favore degli addetti ai lavori, mi capita davvero raramente. Ma questa è una di quelle volte in cui lo farò, ed anche in maniera piuttosto dura e decisa.
Il comportamento di
Rafael Leao e
Theo Hernandez durante la gara contro la
Lazio ritengo sia stato deprecabile e vergognoso. Su questo non vi sono dubbi e i giocatori sono stati già duramente attaccati negli immediati minuti successivi. All'alba di martedì 3 settembre, la questione poteva anche essere dimenticata, senonché il portoghese ha deciso di non lasciar cadere la palla, l'ha presa al balzo e ha ribattuto. Commettendo un
errore madornale a mio modesto parere.
Critiche come quelle ricevute da
Di Canio o
Cassano vanno prese, accettate, digerite e ribattute unicamente sul campo. Il gioco dei social diverte nessuno, soprattutto se a ribattere è un giocatore famoso, che gioca in una squadra blasonata come il
Milan e soprattutto che prende
oltre 7 milioni di ingaggio. Nel prezzo c'è una sola richista, fare il fenomeno in campo e non fuori.
I tempi per parlare sono finiti. Già la scorsa settimana era passato in sordina il gesto fatto dal giocatore dopo l'assist, ora non può passare in secondo piano un comportamento che denota senza ombra di dubbio
frustrazione, ma allo stesso tempo
presunzione.
Sì caro
Leao, il problema si chiama presunzione. Presunzione di essere il migliore, che non sei. Se mi vorrai smentire, ti aspetto in campo, lì devi parlare.