Locatelli, fresco di rinnovo contrattuale con la Juventus, parla dei più grandi giocatori che hanno vestito il bianconero. Uno fra tutti: Gianluca Vialli
Gianluca Vialli
Dopo aver vinto un Europeo con la Nazionale italiana e aver posto la firma sul rinnovo contrattuale con la Juventus, Locatellifa il punto della situazione su alcune 'bandiere' della Vecchia Signora.
Si esprime così il giocatore di Lecco:
"Vialli era una persona veramente incredibile. Con lui ho vinto un Europeo, non era mai banale nei discorsi prima di una partita. Mando un abbraccio alla famiglia. Lo porterò sempre nel mio cuore.Del Piero? La rete alla Fiorentinami ha fatto impazzire e innamorare di lui. E' uno dei gol più belli della storia della Serie A.Per i nostri tifosi Alex é un Re e un esempio per tutti.Zidane? E' stato uno dei calciatori più forti al mondo, é bellissimo che uno come lui abbia giocato qui. E' un centrocampista a cui ispirarsi.Ronaldo? L'ultima sua partita in bianconero é statala mia prima con la Juventus: lo racconterò a mio figlio. E' stato unico per la sua dedizione al lavoro".
Locatellinon poteva dimenticarsi certamente di Tevez:
"E' stato un grandissimo campione, maritava di indossare la numero 10".
Idee ben chiare per il classe '98, che punta a diventare uno dei giocatori simbolo di questa Juventus.
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Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.