La direzione è quella giusta, il Milan sta finalmente trovando una continuità di gioco e di risultati che non può che fare sorridere la dirigenza convinta di avere fatto assolutamente la scelta giusta nel momento in cui ha deciso di confermare
Stefano Pioli al timone della barca. Da inizio campionato sono
3 successi in 3 gare,
7 gol segnati e zero subìti,
numeri che danno fiducia e sprone a fare bene. Sabato ci sarà il derby, un vero e prorpio banco di prova in seguito al quale il Milan potrà avere le prime sommarie risposte di dove potrà andare e dove sia veramente orientato.
Bilancio pesante, ma c'è ottimismo
Nonostante una perdita di bilancio decisamente pesante di circa
195 milioni di euro, il Milan guarda al futuro con ottimismo. La colpa di questa ingente perdita è da imputare agli inevitabili effetti del Covid ed al devastante impatto economico che ne è conseguito con i mancati ricavi dello stadio, la chiusura dello store e del museo, l'esclusione all'Europa League.
Nel comunicato del Milan si legge però che:"
I risultati dell'esercizio approvato possono considerarsi significativamente migliorati, in linea con le aspettative del club. Una società dalle dimensioni del Milan chiede tempo per trasformarsi".
Attenzione per i costi
Capitolo costi, registriamo un netto miglioramento dopo la scellerata gestione
Fassone/Mirabelli. Da
194 milioni nella stagione 2017/2018 agli attuali
23 caratterizzati soprattutto da prestiti secchi o con diritti di riscatto. Un occhio particolare alle entrate,
55 milioni di euro rivenienti da cessioni importanti quali
Piatek, Paquetà e Suso. Ma anche una gestione oculata del monte ingaggi, da
140 milioni si è passati a
90, nonostante i
7 per
Zlatan Ibrahimovic che rappresenta al momento il giocatore più costoso. In passato non possiamo dimenticare i
9,5 milioni per Higuain, ad esempio.