Milan-Conte, un accostamento che noi di Calcio Style scriviamo da gennaio, mese del famoso accordo di massima con l'allenatore. Vediamo le evoluzioni della situazione.
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Vediamo cosa succede", queste le poche parole di
Antonio Conte dette a un tifoso rossonero il quale una settimana fa gli aveva chiesto se vi fossero possibilità concrete di vederlo sulla panchina del
Milan la prossima stagione. Avrebbe potuto rispondere diversamente, con un
no comment, oppure con un'altra frase di circostanza ed invece la speranza nel leccese di una chiamata è viva più che mai. Soprattutto nel
day after la sconfitta contro la
Roma che è valsa l'uscita dall'Europa League.
Il treno Conte non passa tante volte, bisogna salirci. Questa è un po' l'idea di
Zlatan Ibrahimovic il quale, fin dall'inizio della sua nuova esperienza da dirigente, ha fatto il nome del tecnico leccese stringendo con lui un
accordo di massima a gennaio. Le vicende poi le abbiamo seguite tutti. Un Milan che si è fortemente ripreso in campionato,
l'indagine della Procura di Milano che ha di fatto rallentato
l'ingresso di nuovi soci di minoranza, operazione solo rimandata e la ritrosia di
Giorgio Furlani il quale preferirebbe proseguire con
Pioli o con altre tipologie di tecnici maggiormente aziendalisti.
Giusto o sbagliato che sia, un
ministro senza portafoglio come Ibrahimovic può lanciare l'idea, ma ci vuole il consenso dell'Amministratore Delegato e della proprietà.
Gerry Cardinale ha praticamente detto a Ibra di fare quello che serve per rilanciare il
Milan, dimostrazione di piena fiducia, ma c'è ancora da scardinare quell'idea comune che vede in Conte un possibile destabilizzatore dell'ambiente. L'aspetto economico in questo caso sembra essere in secondo piano.
Lo svedese riuscirà a convincere Furlani? Per la risposta, questione di poche settimane.