Milan, preoccupa il trequartista belga. Al rientro in Italia lo staff tecnico dovrà lavorare moltissimo su certi aspetti. Vediamo quali.
Un
Charles De Ketelaere completamente opaco quello visto ai Mondiali. Una brutta, bruttissima copia del giocatore ammirato con il
Bruges. Certo, il
Belgio è stato poca cosa, ma di certo ci si aspettava di più, una sorta di tentativo di rivalsa da parte del giocatore. E tutto questo non c’è stato.
Una seconda parte da dimenticare per il classe 2001 che ha rappresentato l’acquisto più costoso per il
Milan durante la sessione estiva del mercato.
35 milioni spesi ed il magro, magrissimo bottino di
zero reti da agosto a novembre. Davvero troppo poco.
Le attenuanti ci sono tutte. Un nuovo campionato, un nuovo paese, schemi, allenatore e compagni nuovi, un campionato di certo qualitativamente e quantitativamente diverso rispetto a quello belga. Ma prima o poi, dall’attesa si passerà a chiedere il conto.
Milan, lavoro mentale

C’è chi sostiene che il ragazzo, imbrigliato in rigorosi tatticismi, non riesca più ad esprimere la sua fantasia. Può magari essere così, ma da gennaio
si dovrà lavorare unicamente sull’aspetto mentale. Le doti atletiche ci sono e nessuno le discute, ma De Ketelaere, troppo timido e guardingo, deve iniziare a fare ciò per cui è stato pagato, giocare a pallone senza preoccupazioni o paura di sbagliare.
Il Milan
crede nel belga, non lo lascerà partire in prestito sebbene alcune richieste ci siano, anzi, cercherà di utilizzarlo maggiormente per fargli riacquistare la fiducia persa da ormai troppe settimane. Una sfida mentale difficile, ma che
Stefano Pioli, con l’aiuto di tutti i compagni in organico, vuole vincere.
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