Il Milan esce dal San Siro con le ossa rotte, il risultato di 4-2, forse eccessivamente pesante e bugiardo, racchiude alcune semplici verità e parecchi spunti su cui riflettere già da oggi pomeriggio in allenamento ed in vista della gara di giovedì contro la Juventus. La prima è che il Milan non può andare avanti con la politica dei giovani, servono giocatori di esperienza in grado di prendere per mano la squadra nei momenti di difficoltà, durante quelle fasi della gara in cui magari vengono meno le giocate proprio perché l’avversario alza l’asticella, come è puntualmente accaduto ieri sera in occasione delle due reti dell’Inter. Una squadra più esperta e navigata probabilmente non avrebbe subìto quella pressione e nemmeno quelle reti, mentre i rossoneri invece si sono sciolti come neve al sole buttando letteralmente alle ortiche il sontuoso primo tempo quando erano in vantaggio per 2-0.
38 anni e non sentirli
Protagonista assoluto del match di ieri sera è senz’altro Zlatan Ibrahimovic, per lui un assist, un gol ed un palo, oltre a numerose giocate da fuoriclasse. Solo lui non basta, questa è la dimostrazione che senza lo svedese il Milan probabilmente avrebbe perso in maniera ancora più netta, ma anche in sua presenza serve qualcosa in più, impossibile far gravare sulle sue spalle, peraltro fortissime, un’intera squadra. L’attaccante rossonero sta facendo bene, benissimo e la squadra lo sta seguendo, ma non è sufficiente. Cali di mentalità come quelli accaduti ieri sera sono errori che pesano come macigni e che alla lunga paghi.
Che frecciata all’Inter
Chiaramente deluso per il risultato Zlatan Ibrahimovic nel post gara si è presentato davanti ai microfoni di Sportmediaset e non ha di certo lasciato nulla al caso. Alla specifica domanda se secondo lui l’Inter è da scudetto risponde immediatamente di no, scatenando reazioni stupite tra i giornalisti e gli ascoltatori. Perché Ibra è così, peli sulla lingua ne ha mai avuti ed ha semplicemente espresso il suo pensiero senza filtri nè giri di parole.