Alcuni passaggi dell’intervista di Scaroni ieri hanno acceso riflessioni circa il gap accumulatosi negli ultimi anni rispetto ai top club Europei. Gap che traspare immediatamente dal coefficiente UEFA, che vede i rossoneri al 91º posto.
Il fatturato rossonero
La brutta posizione in classifica non è però figlia solo dei pessimi risultati sportivi, ottenuti dal club negli ultimi anni, ma anche della stasi nel fatturato del club, che non aumenta da ben 15 anni.
"Con i vincoli del fair play finanziario non basta più avere i soldi, bisogna anche poterli mettere".
Queste le riflessioni del presidente, che chiariscono come ad oggi non sia sufficiente avere una proprietà solida e florida, ma sia necessario anche e soprattutto avere una pianificazione efficace, in maniera da poter far crescere la solidità della squadra, i suoi ricavi, e conseguentemente potersi permettere investimenti più alti senza temere sanzioni da Losanna.
La distanza con le big d'Europa
Ad oggi la distanza del Milan rispetto alle squadre europee di vertice sfiora i 200 milioni e per ridurla c’è la necessità di un planning forte, anche per questo motivo si sta puntando al nome di Gazidis per il ruolo di A.D.
Viste le capacità dimostrate con l’Arsenal, che pur non essendo stato un club vincente negli ultimi anni, è riuscito ad ottenere alti ricavi grazie ad una fortissima strategia di marketing.
La pessima posizione nel ranking è un fattore negativo non solo relativamente alla forza economica del club, ma si riflette direttamente anche sull’andamento sportivo: basti vedere l’esempio del Napoli, capitato in un girone di ferro in Champions soprattutto per colpa del coefficiente UEFA, che determina l’appartenenza alla fascia al momento dell’estrazione.