Sono passate nemmeno 24 ore dal licenziamento per giusta causa di Zvonimir Boban e l’ex dirigente rossonero ha voluto fare alcune precisazioni come risposta al comunicato della società in merito alla risoluzione del contratto. Le parole di Boban arrivano dopo ore di meditazione e tristezza, perché al Milan stava bene ed avrebbe voluto fare di tutto per portar avanti un progetto ambizioso, ossia quello di tornare a vincere in tempi relativamente brevi. Ed invece così non è andata.
La società ha ignorato le sue richieste
Boban ribadisce che non immaginava di essere in una situazione come quella della Corea del Sud, sperava appunto di potersi confrontare con serenità e professionalità in totale trasparenza insieme alla dirigenza. Torna poi anche sulla fatidica intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport che di fatto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dichiarando la stessa come ineccepibile ed arrivata dopo una serie di richieste di chiarimenti puntualmente ignorati. È evidente come il mal di pancia del dirigente croato fosse una cosa nota e conclamata da almeno tre mesi, periodo nel quale la società aveva di fatto preso accordi con un altro tecnico.
Su Rangnick
Risposte piccate anche in merito al nodo spinoso dell’allenatore, Boban infatti riferisce che già a dicembre il Milan aveva chiuso con Rangnick e che nessuno aveva provveduto ad informarlo, motivo per il quale il malcontento non ha fatto altro che acuirai fino ad arrivare ai fatti dei giorni nostri.