Milan, torna a farsi viva la Uefa per il rispetto del fair play finanziario. Vediamo qui nel dettaglio cosa sta succedendo ed i motivi per i quali il club di Via Aldo Rossi può ritenersi tranquillo.
La Uefa torna a bussare alle porte di Via Aldo Rossi e, per dovere di cronaca, anche a quelle di parecchie altre società in Italia e non solo. Oggetto il
fair play finanziario, un nome sicuramente non nuovo negli ambienti
rossoneri. Un fair play di certo
meno pesante ed invasivo rispetto agli scorsi anni a causa del Covid che di certo ha risparmiato nessuna squadra, ma pur sempre da prendere in seria considerazione e soprattutto adottare tutte le misure correttive del caso.
In realtà la lettere inviata dall'Uefa per l'audizione è
un atto dovuto, ma di certo non ci saranno conseguenze per il Milan che in questi ultimi anni di gestione
Paul Singer si è mosso nei giusti binari per non sforare di un centesimo quanto richiesto, sebbene in questi ultimi due anni non fosse più oggetto di indagine da parte della Uefa. I rossoneri hanno già pagato tre anni e mezzo fa quando hanno
accettato l'esclusione dalle Coppe Europee, non vi saranno quindi ulteriori sviluppi per i motivi di cui sopra. Non escludiamo però che il pugno duro possa essere usato nei confronti di
Inter e Juventus, in questi casi non vi è stato alcun percorso virtuoso.
I rossoneri hanno decisamente migliorato ogni dato di bilancio passando da un risultato negativo di oltre
194 milioni ai recenti
96 e fino ad arrivare alle proiezioni più rosee che vedono un passivo arrivare intorno ai
meno 40 milioni. L'obiettivo del 2023 è il
pareggio di bilancio, cosa che andando avanti di questo passo risulta facilmente raggiungibile anche grazie al
mantenimento di un tetto sugli ingaggi, nuove
sponsorizzazioni e raggiungimento stabile di una qualificazione in
Champions League nonchè bonus legati all'eventuale conseguimento dello
scudetto.
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