Milan, ci si trova in queste ultime settimane a discutere quale sia il vero Leao, quel bellissimo giocatore degli anni scorsi, oppure quello visto in questi ultimi mesi?
Le aspettative su
Rafael Leao sono decisamente diverse da quello che ci ha fatto vedere in questo
campionato. Se il cammino dei rossoneri, sebbene terzo in classifica, non venga visto virtuoso, grandi colpe le ha pure il portoghese.
Fino all’inizio della stagione, in caso di difficoltà, o anche in diverse occasioni della gara, si buttava la palla lunga a sinistra e qualcosa accadeva. Una sgroppata sulla fascia, la cosiddetta sgasata, qualche dribbling, cross, calci d’angolo, magari la conquista di un calcio di punizione a favore, l’ammonizione di un difensore avversario…insomma, palla a Leao e pedalare.
Un vero top player questo deve fare e ci si aspettava
la vera consacrazione del giocatore a questo ruolo. Che non c’è stata, almeno fino adesso. Un profilo con una clausola rescissoria da
175 milioni non può essere quello che abbiamo visto, con soli
3 gol in campionato e qualche dormita di troppo.
Dare esclusivamente la colpa al portoghese sarebbe del tutto ingeneroso e non corretto, analizzando l’intera situazione. Ma quei 5-6 punti in più avrebbero consentito al
Milan di essere a ridosso della seconda in classifica, la
Juventus. In fondo non si chiede la luna, si chiede solo che Leao faccia…il Leao. Quello che ha dimostrato in questi ultimi due anni di saper fare molto bene.