Milan, andiamo qui di seguito ad analizzare la sostenibilità dell'operazione Conte. Una spesa importante, ma calcolata. Lo vedremo in dettaglio.
Tralasciando tutti gli aspetti di campo e motivazionali del perché sarebbe utile
Antonio Conte in questo Milan, ci soffermeremo in questo articolo sulla sostenibilità dell'operazione stessa. Il nome del leccese è voluto da gran parte della tifoseria, la stessa che però chiede come possa essere pagato. Dimostreremo che può essere tranquillamente pagato in quanto il
Milan ha la disponibilità per farlo.
L'esercizio attuale sarà infatti chiuso dai rossoneri con
450 milioni di ricavi e quello che strabilia è che saranno
al netto delle plusvalenze. Ribadiamo che la proprietà starebbe perfettamente in piedi senza alcun
player trading, così come non sarebbe necessario in estate cedere qualcuno per fare cassa.
Ma un'altra cosa sorprende, il Milan utilizza
solo il 30% per gli stipendi di allenatore e giocatori. E' infatti il club in Italia che investe meno sul personale.
Con un
patrimonio netto che si assesterà intorno ai 180 milioni il
Milan ha la possibilità di spingere senza alcun tipo di timore, né sotto l'aspetto economico di bilancio, né tantomeno sotto l'aspetto dei paletti imposti dalla Uefa. Ergo, l'ingaggio intorno ai
7 milioni di Antonio Conte
non costituirebbe un problema.
Motivo per il quale ci è fin da subito sembrato molto strano venissero intrattenuti allenatori di certo non dello stesso livello del leccese con lo scopo di contenere i costi. Ad oggi, lo ripetiamo, il tema non è quello di contenere i costi. Il tema è quello di
volere spendere soldi, ben diverso.