Milan-Pif, il dubbio che proviene dai tifosi in questi ultimi travagliati giorni (quantomeno fuori dal campo) è legittimo. La trattativa coi fondi arabi sta proseguendo oppure inevitabilmente si arriverà ad un nulla di fatto? Vogliamo fare chiarezza con questo articolo.
Tra i primi abbiamo scritto nell'inverno scorso di un forte interesse del mondo arabo verso l'AC
Milan. Abbiamo scritto ad inizio gennaio che una cordata portata avanti da
Pif e
Aramco stava parlando in maniera costante con la proprietà rossonera per entrare con una quota di maggioranza intorno al
40%. In questi giorni, così scrivono quelli informati, sarebbe stato rinvenuto un documento dove queste percentuali vengono riportate nero su bianco. Documento che a noi non risulta, ma che nell'eventualità non farebbe altro che confermare quanto detto a suo tempo.
Orbene, facciamo chiarezza sulla situazione attuale. L'inchiesta della magistratura
non influisce minimamente sulle future mosse del club. Sia
Elliott che
Gerry Cardinale, durante due comunicati ufficiali, si sono dichiarati
estranei ai fatti, ribadendo con fermezza che
Redbird è l'attuale proprietario dell'AC Milan.
Quindi potrebbe davvero saltare tutto? Ad oggi è molto difficile rispondere a questa domanda. Quello che sappiamo con certezza è che
Pif vorrebbe rilevare il club con la totalità delle quote, mentre Cardinale vuole tenerne ancora il controllo. Questo è e sarà uno scoglio che le parti potranno sormontare, ma ci sarà da trattare e non siamo certi che la
deadline del
31 marzo a questo punto verrà rispettata.
C'è anche da aggiungere che il
vendor loan, ossia il prestito da parte del Fondo Elliott a Redbird scadrà nel
2025 e Singer non ha assolutamente fatto pressioni affinché venisse estinto anticipatamente. E' piuttosto
Cardinale che vorrebbe estinguerlo per evitare di pagare una cinquantina di milioni di interessi passivi annui. Ma per chiudere la posizione serve l'aiuto di qualche socio finanziatore. Ecco perché l'interesse in Arabia.
Stando alle notizie in nostro possesso, la trattativa va avanti, tuttavia gli accordi si fanno in due e ribadiamo il concetto: gli arabi
vogliono tutto. O quantomeno avere la certezza nero su bianco, con apposite clausole sul contratto, che nel
prossimo biennio le quote passeranno da Redbird a Pif nella loro totalità. Su questo punto non si transige. Basterà per mandare tutto all'aria? Riteniamo di no. Ma altresì pensiamo che i tempi potrebbero allungarsi.