Milan, sicuramente la sconfitta di ieri sera ha riaperto molte ferite che sembravano apparentemente chiuse. Una stagione fallimentare per la quale qualcuno sarà tenuto a rispondere.
Una stagione fallimentare, su questo tutti sono d'accordo all'interno dell'
AC Milan. Un club dove si professa di lavorare in team, sebbene molte individualità siano poco inclini a farlo per davvero.
Un proprietario,
Gerry Cardinale, il quale rivendica libertà d'azione e il concedente il
vendor loan,
Paul Singer (Fondo Elliott) che tramite
Giorgio Furlani controlla che i suoi soldi possano in futuro essere restituiti con una gestione oculata del club.
Ma per gestione oculata si intende anche competitività in
campionato e in Europa, cosa che durante questa stagione è venuta meno con il naturale ammanco degli introiti della
Champions League, punto focale del
business plan presentato dallo stesso Cardinale agli investitori.
Sostenibile quindi un Milan senza coppe? Per una stagione sì, ma non dovrà essere un vizio e soprattutto, affinché non lo diventi, qualcuno dovrà pagare per gli errori commessi. Licenziarli tutti in blocco sarebbe assurdo e oltre all'allenatore potrebbe essere chiesta la testa di colui il quale si professa
decision maker in ultima istanza. Onori e oneri, verrebbe da dire.
Ma chi veramente vorrebbe la testa di Furlani? Ad oggi i rappporti con
Gerry Cardinale sembrano essere tesi e la collaborazione tra i due ai minimi termini. Una buona parte capitanata dai Singer sembrerebbe invece essere propensa a confermalo, tuttavia dovranno essere apposti degli immediati correttivi andando ad assoldare un
DS competente e figure meno abili con la calcolatrice, ma conoscitori del calcio giocato.
Rivoluzione in arrivo? Presto per dirlo, ma qualche scossa di terremoto con epicentro Via Aldo Rossi si sta sentendo. Terminerà a breve o dobbiamo prepararci al peggio? O al meglio, ascoltando la voce dei tifosi giustamente delusi?