Milan, il proverbio recita che sbagliando si impara. In questo caso potrebbe esserci l'aggravante della recidiva. Qui di seguito voglio esporre la situazione e il mio pensiero.
In molti accostano
Cesc Fabregas al
Milan per la prossima stagione. Una voce che si rincorre, ma dalle mie fonti non vi è troppa rispondenza. Sicuramente un allenatore che colpisce l'occhio per il suo modo di giocare, a onore del vero il
Como sta esprimendo un ottimo calcio.
Da qui a promuoverlo allenatore del Milan però ce ne passa. E sarebbe un errore, quantomeno per il
timing.
Non discuto che Fabregas possa diventare un ottimo allenatore e ambire al suo sogno di diventare il più forte
allenatore al mondo, ma come si dice dalle mie parti, ne deve ancora mangiare di pagnotte. Serve una
destinazione intermedia, serve che si faccia le ossa. Il rischio è quello di bruciarlo e di conseguenza perdere un'altra stagione. E il
Milan non se lo può permettere.
Vogliamo mettere le
pressioni di un club come il Milan che vorrà obbligatoriamente tornare in
Champions? Vogliamo mettere allenare top player all'interno di uno spogliatoio complesso senza quella leadership che potrebbero invece avere
Conte o
Allegri? Per citare due nomi non a caso.
Ad oggi Fabregas non lo vedo possibile e non la vedo come una scelta assennata. Di
Arrigo Sacchi probabilmente ce n'è stato uno. E la proprietà dietro al tecnico di Fusignano si chiamava
Silvio Berlusconi. Altri tempi, altri comportamenti, ben altra competenza.