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Milan: sei contratti in scadenza, chi rimane e chi resta?
Ogni anno il mercato rossonero é compito veramente arduo, quando non si raggiungono determinati obiettivi in campionato molte sono le questioni da mettere in discussione, verrebbe soprattutto voglia di fare numerosi cambi, ma poi ci si scontra con il fair play finanziario ed un bilancio che – sebbene messo in ordine – non consente spese folli. Da qui inevitabile la bravura e la competenza dei dirigenti, sempre più messi in discussione se i numeri non arrivano.
Ed anche quest’estate sarà rivoluzione, ne siamo ormai abituati, il Milan infatti sta valutando quali profili rinnovare tra quelli con il contratto in scadenza al 30 giugno.
Sei giocatori in scadenza
Sono attualmente sei i giocatori in scadenza di contratto a fine stagione: Lucas Biglia, Giacomo Bonaventura, Zlatan Ibrahimovic, Simon Kjaer, Alexis Saelemaekers ed Asmir Begovic. Tutti questi giocatori nelle prossime settimane si incontreranno con il club per discutere in merito al loro futuro, per alcuni sicuramente lontano da Milano.
I sicuri partenti
Biglia e Bonaventura lasceranno il Milan, entrambi infatti hanno ingaggi pesanti ed un’età anagrafica lontana dai progetti del club e del tecnico che con ogni probabilità siederà in panchina la prossima stagione, ossia Ralf Rangnick. L’argentino ha ormai 34 anni, un ingaggio da 3 milioni ed una condizione fisica piuttosto precaria, mentre Bonaventura dal rientro dal brutto infortunio al ginocchio non è più sembrato essere quel giocatore importante che era prima. Su di lui moltissime squadre tra cui Fiorentina, Lazio, Torino ed Atalanta.
Un riscatto low cost
I rossoneri potrebbero riscattare Simon Kjaer dal Siviglia. Il motivo principale è il prezzo dell’operazione, soli 2,5 milioni di euro per il cartellino di un giocatore non più giovanissimo, ma con ancora alcuni anni davanti e soprattutto dotato di notevole esperienza. La dirigenza starebbe infatti pensando a lui per completare il reparto difensivo una volta certa la partenza di Musacchio è probabile quella di Duarte. Kjaer avrebbe la possibilità di contribuire alla crescita di Matteo Gabbia, giovane rampollo del vivaio rossonero che ha saputo imporsi e conquistare il posto da titolare a fianco di capitan Romagnoli.
Due probabili partenti
Da valutare le posizioni di Begovic e Saelemaekers, entrambi arrivati durante il mercato di gennaio. Il portiere è in prestito dal Bournemouth, club presso il quale dovrebbe tornare in estate per fare spazio al rientrante Pepe Reina dall’Aston Villa. L’altro profilo – Saelemaekers – è stato pagato 3,5 milioni, ma il suo riscatto è in forte dubbio sebbene abbia avuto pochi minuti per dimostrare il suo valore. Per riscattarlo servirebbero altri 3,5 milioni, cosa che al momento il Milan non sarebbe disposto a pagare.
Cosa fare con Ibrahimovic?
È sicuramente il rinnovo più spinoso, controverso ed economicamente oneroso che i rossoneri avranno da gestire a giugno. Lo svedese vuole restare e ricoprire un ruolo da protagonista, si sente bene ed è convinto di potere ancora fare la differenza sebbene la sua carta d’identità il prossimo anno reciterà 40 anni. Ibra si confronterà nelle prossime settimane con Gazidis, vuole capire il progetto e soprattutto quale sarà il suo ruolo dovesse arrivare uno come Rangnick.
Al momento i suoi dubbi sono più che altro legati a questioni tecniche che di soldi, lo svedese sa infatti benissimo che la sua iniziale richiesta di 7 milioni a stagione metterebbe in seria difficoltà il Milan che con i salari ha deciso di effettuare un taglio deciso, sebbene con alcune deroghe a favore di profili importanti.
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Il fair play sotto i riflettori domani al CONI
Fair Play protagonista domattina a Roma. Dallo sport all’impresa, dalla formazione della persona allo sviluppo dei territori. È questo il filo conduttore dell’incontro dedicato a Bellessere Fairplay. Si tratta del progetto ideato dalla Fondazione E-novation, in programma mercoledì 16 settembre alle ore 10 presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” del Coni, a Roma.
RUGGERO ALCANTERINI (PRESIDENTE COMITATO NAZIONALE FAIR PLAY) TRA I PROTAGONISTI AL CONI
L’iniziativa è davvero molto interessante, dal titolo “Dai campi di gioco ai diversi campi della vita d’impresa e nelle professioni”. Questo punta a valorizzare lo sport come strumento di crescita personale e sociale, mettendo in evidenza come principi quali disciplina, sacrificio, continuità, rispetto delle regole e capacità di cooperazione possano diventare patrimonio anche della vita professionale e imprenditoriale. Presente ovviamente Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Fair Play.
Al centro dell’incontro il concetto di “Coopetition”, sintesi tra competizione e cooperazione, inteso come modello basato sul confronto nel rispetto delle regole e sulla capacità di costruire opportunità condivise.
“È bello vedere tanti giovani crescere e affermarsi come imprenditori, in tanti campi, facendo propri gli insegnamenti dello sport come la continuità, il sacrificio e la disciplina, ma anche affermando nella natura di imprenditori i valori della Coopetition”, sottolinea Massimo Lucidi, presidente della Fondazione E-novation e ideatore del format Bellessere Fairplay.
OSPITI E PROGRAMMA EVENTO 2026 FAIR PLAY – ROMA
L’appuntamento (si parte domattina ore 10:00 Largo Giulio Onesti 1, Roma) riunirà rappresentanti del mondo della finanza, dell’impresa, dello sport, della medicina e delle professioni. Tra i protagonisti Michele Albanese, presidente di Banca BCC Montepruno; Roberto Pucciano, Ceo di Anchorage Group; Marco Sturlese, consulente strategico per la finanza sostenibile; Francesco Mitrano, presidente della Federazione e del Club del Polo di Montecarlo; Salvatore Cristiani, medico dello sport e docente della Scuola dello Sport. Sotto la locandina completa con gli ospiti.
Previsto inoltre un video saluto degli atleti e influencer digitali Filippo Soavi e Gianmarco Enas. L’incontro sarà moderato da Massimo Lucidi e si concluderà con l’intervento di Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Fairplay. Buon evento a tutti.
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Torino-Roma, le probabili: Molina dal 1′, Dybala fuori
Le probabili formazioni di Torino-Roma. Gasperini fa turnover con Molina e il duo Soulé-Mora, Abate sceglie tra Adams e Simeone.

Donyell Malen a terra ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Le scelte di Gasperini, turnover controllato dopo l’Europa
Reduce dalle fatiche del debutto stagionale in Champions League contro il Fenerbahçe, la Roma si proietta sul posticipo del lunedì contro il Torino con l’obiettivo di centrare il quarto successo consecutivo in campionato. Gian Piero Gasperini pare intenzionato ad apportare diverse modifiche all’undici di partenza per dosare le energie della rosa. Tra i pali resta insostituibile Svilar, mentre nel pacchetto arretrato Balerdi insidia Mancini per completare il terzetto con Ndicka ed Hermoso.
La novità principale riguarda la corsia destra dove Molina si appresta a collezionare la prima presenza dal primo minuto, con Wesley sul versante opposto. In mediana, le condizioni di Koné restano da monitorare dopo il fastidio al ginocchio accusato in coppa, con Pisilli pronto a rilevare il francese accanto a Cristante. In attacco si va verso un turno di riposo per Dybala. Sulla trequarti agirà la coppia composta da Soulé e Mora alle spalle dell’unica punta Malen.
La risposta del Torino, Abate rinforza la mediana
Sul fronte granata, mister Abate prepara la strategia per imbrigliare la manovra capitolina. In difesa si valutano fino all’ultimo le condizioni di Coco. In caso di forfait è pronto Ismajli per guidare il reparto con Comuzzo e Comert a protezione del portiere Perri. La cerniera di centrocampo vedrà Mandragora e Fitz-Jim affiancati da Gineitis, riproponendo l’assetto folto a tre già visto nella sfida di Firenze.
Sulle corsie esterne resta vivo un ballottaggio a tre per due maglie tra Belghali, Fortini e Cacciamani. In attacco, con Vlasic confermato nel ruolo di raccordo, il terminale offensivo vedrà Adams in leggero vantaggio su Simeone, forte della rete realizzata al Franchi nello scorso turno.
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Infantino, la Francia dice basta: il nodo non è più FIFA Forward Enterprise
Il Comitato Esecutivo della FFF ha deciso di non sostenere più Gianni Infantino verso le elezioni FIFA del 2027: la cancellazione di FIFA Forward Enterprise non basta a chiudere la partita sulla governance.

IL PRESIDENTE DELLA FIFA GIANNI INFANTINO DURANTE UNA VISITA A UN IMPIANTO SPORTIVO A CALI, COLOMBIA, IL 7 AGOSTO 2026 (FOTO DI JAIME SALDARRIAGA/AFP VIA GETTY IMAGES)
La Francia cambia posizione dopo il caso FFE
La Federazione francese, riunita il 10 settembre a Parigi su richiesta del presidente Philippe Diallo, ha deciso all’unanimità di ritirare il sostegno a Infantino per l’elezione del presidente FIFA, in programma il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. La FFF aveva appoggiato Infantino il 29 giugno: poco più di due mesi dopo, per la federazione le condizioni per confermare quel sostegno sono venute meno.
Il progetto FFE è morto, il problema della governance no
FIFA Forward Enterprise era la società commerciale proposta dalla FIFA per aprire a investitori esterni le partecipazioni legate agli asset commerciali delle competizioni, Coppa del Mondo compresa. Infantino l’aveva difesa come un’opportunità per generare risorse da destinare allo sviluppo del calcio. Il 30 luglio, però, UEFA e le sue 55 federazioni nazionali hanno respinto all’unanimità la proposta, e il giorno successivo lo stesso Infantino ne ha annunciato lo stop. Resta il nodo politico: per la FFF la questione della governance non può considerarsi risolta solo perché il progetto è stato archiviato.
Diallo chiede trasparenza e consultazioni
Il presidente della FFF ha insistito sulla necessità di informazioni complete, consultazioni approfondite e un processo decisionale trasparente prima di decisioni capaci di incidere sul futuro del calcio. La federazione ha già annunciato un ciclo di consultazioni con personalità francesi e internazionali per elaborare proposte di riforma della governance FIFA, con particolare attenzione a trasparenza e indipendenza.
Anche l’Italia aveva già tolto il proprio sostegno
Il 26 agosto la FIGC aveva ritirato ufficialmente il sostegno alla candidatura di Infantino. Il presidente Giovanni Malagò aveva spiegato che la Federcalcio continuerà a lavorare con UEFA e le altre federazioni europee per un modello fondato su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi. Italia e Francia si trovano così sulla stessa linea: la cancellazione di FFE non chiude, da sola, il confronto con l’attuale vertice FIFA.
UEFA vuole una riforma più profonda
Il 27 agosto, a Monaco, le federazioni europee hanno incaricato all’unanimità la presidenza e l’amministrazione UEFA di utilizzare le vie istituzionali, politiche e legali disponibili per ottenere una riforma della FIFA, compreso il ripristino di limiti adeguati all’autorità presidenziale. La UEFA ha inoltre chiesto una revisione esterna e indipendente di FFE, e riferisce di aver ricevuto dalla FIFA conferma scritta che il progetto è stato ritirato in modo “irrevocabile e permanente”. Dopo queste garanzie, la UEFA ha sospeso provvisoriamente il ritiro delle squadre europee dalle competizioni FIFA della stagione successiva.
Verso Rabat, la partita è sulla governance
Infantino ha già annunciato l’intenzione di ricandidarsi in vista del voto del 18 marzo 2027. La FIFA conta 211 federazioni affiliate, quindi l’opposizione europea da sola non decide l’esito delle elezioni. Il tema resta però destinato a restare centrale nei prossimi mesi: la strada verso Rabat passa ormai dal rapporto tra presidente, federazioni e istituzioni.
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