Milan, il cambio sulla panchina vedrà anche una decisa inversione di tendenza sui comportamenti e il trattamento dei singoli giocatori. Un assaggio si è visto già ieri.
Tutto possiamo dire di
Paulo Fonseca fuorché fosse un sergente di ferro. La sua
gestione, sebbene qualche scelta coraggiosa quanto impopolare l'abbia fatta, la possiamo definire
da tarallucci e vino. Ha proseguito sulla falsariga del suo predecessore
Stefano Pioli il quale, forse fin troppo, ha usato la carota al posto del bastone permettendo che bimbi viziati quali
Theo Hernandez e
Leao, ma ce ne sono anche altri, andassero oltre la normale decenza. Quella che in uno spogliatoio, e poi in campo, mai si deve superare.
Al di là dei risultati che solo il tempo saprà valutare, posso sostenere senza timore di essere smentito che
Conceicao è un duro, uno capace di rovesciare lo spogliatoio coi
giocatori dentro qualora dovesse vedere scarso impegno. Uno che non ha alcuna paura ad affrontare un giocatore, anche top, muso a muso. Lo ha fatto e lo farà.
Ritengo che questo aspetto sia importante e avrebbe dovuto essere affrontato in estate andando a prendere uno come
Conte, piuttosto che Fonseca. Ora Conceicao potrebbe ridare
equilibrio, ma non solo, anche
disciplina. Entrambe le cose sono mancate con Fonseca, al neo tecnico portoghese il compito di sistemare le cose per provare a risalire qualche posizione in classifica.