Milan, il mercato appena concluso è stato di certo scevro da grossi colpi che possono riempire la bocca. Dobbiamo però fare una discriminante ed alcune valutazioni.
Il mercato appena concluso ci ha restituito un
Milan lontano dall'avere effettuato enormi colpi di mercato. Ma come possiamo dire - adesso - se i colpi sono stati giusti, pochi o errati?
Impossibile. Parliamo però del
potenziale che potrà avere la squadra di
Stefano Pioli per quanto riguarda la conferma in campionato ed un cammino, si spera lungo, in
Champions League.
Ricapitolando, i rossoneri hanno iniziato la loro campagna acquisti con il pezzo pregiato, colui che ha visto destinare gran parte delle risorse economiche:
Charles De Ketelaere. Il principino belga è sbarcato a Milano in mezzo a mille entusiasmi. E, sempre sulla carta quantomeno per adesso, i numeri giusti li ha tutti. E' infatti candidato ad essere per lungo tempo il numero dieci rossonero, a dispetto della maglia 90 che porta.
Nessun nome altisonante dopo di lui, ma tre acquisti che potenzialmente possono elevare questo Milan portandolo verso terreni inesplorati. Parlo di
Thiaw, di
Vranckx e di
Dest. Tre rampolli di buone speranze e soprattutto
perfetti per il gioco di Pioli.
Talenti che andranno cresciuti e non bruciati, valorizzati ed inseriti in campo con la dovuta parsimonia iniziale tipica da chi vuole fare le cose per bene. Su questo il tecnico parmense è un maestro.
Ultimo, ma di certo
non ultimo, gli arrivi di
Adli, Origi ed il ritorno di
Pobega. Tre profili passati magari in sordina, ma che potrebbero essere davvero di forte utilità nell'economia del gioco rossonero.
Le potenzialità sono quindi davvero enormi sulla carta. Aspettiamo le risposte dal campo.
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