Milan, assistiamo ancora una volta alla totale assenza della dirigenza la quale sta lasciando affondare una barca comandata da un onesto lavoratore.
Un onesto lavoratore, questo è
Paulo Fonseca. Aziendalista, ma non
yesman, soprattutto quando si tratta di prendere decisioni complesse quali le
continue esclusioni di Rafael Leao. Genio, se le cose vanno bene, capro espiatorio negli altri casi. E spesso si passa da uno stato all'altro nel giro di due partite.
Orbene, Fonseca avrà le sue responsabilità, ma la
dirigenza di certo
non può considerarsi esente da colpe. Anche in seguito alla sconfitta casalinga contro il
Napoli nessuna dichiarazione e soprattutto nessun segno di vicinanza al proprio allenatore.
Una gestione di
Leao, non il primo venuto, ma il miglior talento rossonero, lasciata al
tecnico. Giusto o sbagliato, si presume che in certi casi si possa muovere la dirigenza per provare a sistemare alcune cose. Un
Fonseca sempre più solo lasciato al suo destino. Che se continua così non sarà più troppo lungo.