Moggi sulla Juventus ha ragione da vendere

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Moggi sulla Juventus ha ragione da vendere
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Luciano Moggi è stato in grande direttore sportivo. Ha militato in diversi club tra cui la Juventus A Torino, sponda bianconera, ha vinto tanto, restando poi invischiato nella questione calciopoli. In diverse occasioni ha messo in evidenza, quello che è il male principale della Vecchia Signora. A Napoli, contro una squadra in forma e con buona tecnica, questi difetti sono emersi in maniera evidente. Allegri ha probabilmente sbagliato a far giocare Chiesa alla Cuadrado (non ha le medesime caratteristiche), e anche a lasciar fuori Fagioli per Mc Kennie. Ma l'errore più grave è stato accettare di provare a giocare alla pari. La Juve non ha le caratteristiche per farlo. In questo momento deve chiudersi, attendere e ripartire, cone una provinciale. Sembra strano dirlo, ma i fatti danno questa sensazione. Moggi lo ha sempre detto. Alla Juventus manca la qualità in mezzo al campo. Sostanzialmente manca un regista in mezzo al campo, un uomo in grado di dettare tempi e ritmi di gioco. Quello che è stato Pirlo in passato, ma anche Paulo Sousa. Locatelli è un ottimo elemento, ma non gli si può chiedere di fare il playmaker. O meglio, con tutto il rispetto, poteva farlo al Sassuolo, ma la Juventus è un'altra cosa. Stiamo parlando della squadra più titolata d'Italia, una delle prime del ranking Uefa.

Moggi ha invocato qualità in mezzo al campo

Juventus
Necessità quindi un intervento significativo in mezzo al campo. Fagioli ha qualità, Pogba (se giocasse), anche Rabiot può starci li in mezzo. 
Ma gli altri possono essere considerati buoni rincalzi. Oggi invece Massimiliano Allegri, deve utilizzarli come titolari. Il texano non è da Juve, stesso discorso è valido per Paredes, che tornerà a Parigi. Miretti sta crescendo e Rovella potrebbe essere un altro buon rincalzo. Tornasse ai suoi livelli Pogba, restasse Rabiot, basterebbe anche inserire un vero regista.  Ma di qualità e personalità. Inoltre servirebbe un vice Cuadrado "di gamba", e un centrale difensivo con i fiocchi. Insomma, nessuna rivoluzione come paventato da tanti tifosi. Ma tre innesti di grande qualità, per tornare a vincere ed essere competitivi in Europa.
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