Esteri
PSG: quanto guadagna il presidente Al-Khelaifi?
Uomo tra i più ricchi e influenti al mondo, Nasser Al-Khelaifi ha allargato la sua attività affaristica con l’acquisizione del Paris Saint Germain. In questo articolo ripercorriamo dall’inizio la carriera e spieghiamo quanto quadagna l’uomo che punta a diventare un vincente anche nel mondo del calcio.
Un emiro nel pallone
La prestigiosa rivista Forbes lo ha inserito nella classifica dei dieci dirigenti più ricchi del mondo. Nasser Al-Khelaifi, da quando ha assunto la presidenza e il controllo del Paris Saint Germain, è entrato di diritto nel gotha del calcio mondiale, puntando a dare lustro alla sua immagine anche attraverso il mondo del calcio.
Nel gotha europeo
Nella strada che conduce al suo obiettivo, Nasser Al-Khelaifi ha fatto il suo ingresso anche nel Comitato Esecutivo dell’Uefa come rappresentante dell’ECA, ovvero come presidente dell’associazione dei club europei. Senza dimenticare che, da quando la società parigina è di sua proprietà, è abituato ricoprire d’oro i migliori calciatori d’Europa e del mondo per spingerli a sposare il progetto del Paris Saint Germain.
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Una Pulce a Parigi
L’ultimo capolavoro, Nasser Al-Khelaifi l’ha messo a segno questa estate, quando ha strappato Lionel Messi al Barcellona, in scadenza di contratto con i catalani. Per portare sotto la Tour Eiffel la Pulce, l’uomo del Qatar ha messo sul piatto un astronomico contratto che prevede un ingaggio al giocatore di circa 41 milioni di euro. Questa cifra rende l’argentino attualmente il calciatore più pagato al mondo. Senza contare l’affaire Mbappé, con il francese in scadenza di contratto, per il quale i parigini in estate hanno rifiutato un’offerta di 200 milioni di euro da parte del Real Madrid.
Proprietà multimediali
Alla luce di tutto questo, è possibile determinare quali sono i reali guadagni di Nasser Al-Khelaifi? Per farsi una idea del giro di affari che circonda il qatariota, basti pensare che è attualmente presidente di beIN Media Group, un contenitore societario all’interno del quale possiamo trovare i canali Jazeera Media Network e Al Jazeera Sports.
Dalle banche al petrolio
Oltre questo, Nasser Al Khelaifi possiede alcune quote della banca Barclays, di Shell, ma anche della catena commerciale Harrods di Londra, nonché di Volkswagen e Walt Disney. Il ruolo più importante, però, lo ricopre nel suo paese natale, presso il quale detiene la presidenza del Qatar Investment Authority, il fondo sovrano del paese arabo, per conto del quale possiede investimenti in una miriade di imprese straniere.
Un Fondo di affari
Alla luce della galassia di affari che circonda Nasser Al-Khelaifi, quindi, il suo patrimonio personale è calcolato in circa 60 miliardi di dollari. Cifra che, con ogni probabilità, è da rivedere al rialzo, complice la libertà d’investimento che detiene in funzione della presidenza del fondo qatariota, il quale nell’anno 2017 ha fatturato ben 335 miliardi di dollari.
Liga
Mbappé, record ne LaLiga: gol a 23 squadre su 23
Mbappé fa il pieno in Spagna. Segnando all’Elche ha punito tutte le 23 avversarie incrociate. La Sociedad resta la sua vittima preferita.

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Real Madrid, il gol all’Elche di Mbappe e il completamento del record spagnolo
Kylian Mbappé continua a riscrivere la storia del calcio spagnolo a suon di numeri straordinari. Con la rete messa a segno nel successo per 3-2 contro l’Elche, l’attaccante del Real Madrid ha completato un record di efficienza realizzativa unico, riuscendo a punire tutte e 23 le formazioni affrontate dal suo arrivo nel campionato di Primera División.
Non si tratta del computo totale delle reti realizzate in maglia blanca, cifra che ha già toccato quota 94 centri complessivi tra tutte le competizioni, ma di un traguardo statistico che testimonia l’impatto devastante della stella francese in Spagna, capace di andare a segno contro ogni singola difesa incontrata nel torneo.
La classifica delle sue vittime preferite ne LaLiga
L’Elche rappresenta soltanto l’ultimo tassello di una collezione di vittime distribuita in maniera costante contro l’intero tabellone della massima serie. Analizzando la classifica delle squadre più colpite dal numero 9 del Real Madrid, la Real Sociedad figura in vetta come bersaglio preferito: la compagine basca è stata punita per ben sette volte nel giro di appena quattro sfide dirette.
Subito dietro si posiziona il Villarreal, battuto in cinque occasioni dalle marcature del francese, seguito a ruota dal tandem composto da Rayo Vallecano e Barcellona. Sia i madrileños sia i rivali blaugrana hanno infatti incassato quattro reti a testa da Mbappé, confermando la sua regolarità nei momenti chiave del campionato.
Saudi Pro League
Cori su Diogo Jota, bufera in Arabia: “Inaccettabile”
Federcalcio saudita e Saudi Pro League condannano i cori contro Neves dedicati a Jota. L’Al Hilal presenta un esposto, interviene Ronaldo.
Diogo Jota, condanna delle istituzioni e la reazione di Ruben Neves
Una dura presa di posizione congiunta da parte della Federcalcio saudita e dei vertici della Saudi Pro League ha stigmatizzato in maniera perentoria gli spiacevoli episodi verificatisi sulle tribune in occasione del recente match di campionato tra Al Taawoun e Al Hilal. Attraverso una nota ufficiale diramata agli organi di stampa, le massime istituzioni del calcio locale hanno definito del tutto inaccettabili e contrari ai valori dello sport i cori ingiuriosi indirizzati a Ruben Neves.
Le provocazioni giunte da una frangia del pubblico erano mirate a colpire la sfera personale e intima del centrocampista portoghese, facendo esplicito e speculativo riferimento alla dolorosa scomparsa dell’ex compagno di squadra e grande amico Diogo Jota, tragicamente venuto a mancare nel luglio 2025 all’età di 28 anni.
Al termine del confronto sul terreno di gioco, lo stesso Neves non ha nascosto la profonda amarezza per l’accaduto, affidando ai microfoni delle emittenti ufficiali uno sdegno lucido ma severo nei confronti di chi ha travalicato il confine del rispetto umano per cercare di condizionare una prestazione sportiva.
La vicenda ha superato in breve tempo i confini del campo da gioco, suscitando un’ondata di indignazione globale e raccogliendo l’immediata solidarietà di vari esponenti del calcio internazionale. Tra questi spicca l’intervento di Cristiano Ronaldo, che ha preso posizione pubblica per difendere il compagno di nazionale e condannare senza appello l’utilizzo di drammi personali a scopo di scherno.
Le iniziative legali dell’Al Hilal e la tutela dei tesserati
A sostegno del proprio calciatore si è mossa con immediatezza anche la dirigenza dell’Al Hilal, diramando un comunicato formale volto a ribadire il totale rifiuto di qualsiasi condotta incivile o lesiva della dignità umana all’interno degli impianti sportivi. Il club di Riad ha espresso una ferma intolleranza verso quegli atteggiamenti intesi a bersagliare gli atleti o i loro affetti personali, evidenziando come simili episodi rischino di minare l’immagine dell’intero movimento calcistico saudita in una fase di forte espansione e visibilità internazionale.
Per dare seguito concreto alle proprie dichiarazioni, la società ha annunciato di aver già inoltrato un formale esposto agli organi disciplinari della Federcalcio saudita. L’obiettivo primario dell’azione legale risiede nella richiesta di sanzioni rigorose ed esemplari verso i responsabili e le tifoserie coinvolte, sollecitando l’adozione di tutele vincolanti ed efficaci per garantire la massima protezione dei propri tesserati e preservare l’integrità morale della competizione all’interno di ogni stadio del Paese.
Ligue 1
Kvaratskhelia: “Ecco perché tengo i calzettoni bassi”
Kvaratskhelia svela a The Athletic il motivo dei calzettoni abbassati. La nascita del rito al Napoli e l’emozione per “Kvaradona”.

Khvicha Kvaratskhelia ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’origine del rito, la scaramanzia nata a Napoli
Nel corso di una lunga intervista concessa alla testata The Athletic, Khvicha Kvaratskhelia ha spiegato il motivo per cui è solito scendere in campo mantenendo i calzettoni visibilmente abbassati. L’attaccante georgiano ha rivelato come questa abitudine sia nata in maniera del tutto casuale durante il suo esordio ufficiale con la maglia del Napoli, spinto dalla necessità fisica di alleviare la pressione sulle gambe.
In quell’occasione l’emozione del debutto gli aveva provocato forti crampi già nei primi trentacinque minuti di gioco, inducendolo ad abbassare i calzettoni per cercare un beneficio immediato. Subito dopo quel gesto è arrivata la sua prima rete in azzurro, trasformando una semplice esigenza tattica e fisica in una consuetudine scaramantica mai più abbandonata.
Il peso del soprannome e il paragone con Diego Maradona
L’esterno d’attacco ha poi espresso le proprie sensazioni riguardo all’affettuoso soprannome di Kvaradona attribuitogli dalla tifoseria partenopea. Il calciatore ha confessato la grande dose di orgoglio provata nell’essere accostato a una leggenda assoluta della storia del calcio mondiale, pur sottolineando la complessità nel gestire una responsabilità di tale portata.
L’eredità lasciata da Diego Armando Maradona a Napoli rimane inarrivabile per qualsiasi giocatore, ma essere accostato al mito argentino rappresenta per Kvaratskhelia uno dei riconoscimenti più gratificanti del proprio percorso professionale.
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