Raúl Asensio, il difensore del Real Madrid viene assolto e rompe il silenzio
Dopo mesi di silenzio mediatico e riservatezza durante lo svolgimento dell'iter giudiziario, Raúl Asensio ha espresso le proprie riflessioni ufficiali attraverso un lungo messaggio diffuso sui propri canali social. Il difensore del Real Madrid, classe 2003, è stato assolto nel procedimento penale legato alla presunta rivelazione di segreti per la diffusione di immagini a contenuto sessuale, un caso che lo vedeva imputato assieme agli ex compagni di squadra Ferrán Ruiz, Juan Rodríguez e Andrés García.
La svolta risolutiva del processo si è verificata a seguito delle deposizioni rese dalle due giovani coinvolte, le quali hanno confermato dinanzi alla giudice di aver perdonato i quattro calciatori. Di fronte al perdono formale delle parti offese, la Procura ha disposto il ritiro immediato dei capi d'accusa, determinando il definitivo proscioglimento e l'assoluzione con formula piena per Asensio e per gli altri soggetti citati in giudizio.
Le riflessioni del calciatore: il peso mediatico, i ringraziamenti al Real Madrid e la lezione appresa
Nel suo intervento, Asensio ha analizzato il profondo impatto emotivo e personale patito nel corso dell'intera vicenda, sottolineando la sofferenza derivata dall'esposizione mediatica prematura prima ancora che gli organi di giustizia potessero esprimere una sentenza formale:
"Oggi, dopo tanto tempo di silenzio e dopo aver rispettato un processo giudiziario nel quale ho sempre avuto fiducia, posso dire di essere stato assolto. Ho attraversato una situazione difficile e, a volte, ho dovuto vedere pubblicate informazioni e opinioni su di me prima che la giustizia si pronunciasse. Dietro ogni notizia, però, c'è una persona e una famiglia che vivono le conseguenze di ciò che viene raccontato."
Il centrale spagnolo ha colto l'occasione per ringraziare la propria famiglia, le persone più vicine e la dirigenza dei Blancos per il costante supporto garantitogli nel periodo più complesso della sua giovane carriera:
"Ringrazio il club e tutte le persone che hanno dimostrato fiducia nei miei confronti, permettendomi di continuare a lavorare, crescere e fare ciò che amo: giocare a calcio."
Spazio anche per fare chiarezza su un altro episodio extracampo che lo aveva visto protagonista in precedenza, legato ad un'infrazione per guida in stato di ebbrezza:
"Sono profondamente pentito di quanto accaduto e mi assumo pienamente la responsabilità. È stata un'esperienza dalla quale ho imparato e non succederà mai più. Non voglio entrare in polemiche né guardare indietro. Voglio chiudere questa fase con rispetto, a testa alta e con tanta voglia di continuare a crescere. Ora tocca a me parlare e sono pienamente d'accordo con il mio allenatore: non solo in campo, ma anche fuori."







