Il futuro della
Roma appare, ad oggi, più fumoso che mai. Come già espresso in altri contenuti, la società giallorossa, come molte altre del nostro campionato, si trova costretta a far fronte a numerose difficoltà, principalmente economiche, a causa del Covid-19.
Le stesse problematiche attuali potrebbero rivelarsi le principali ragioni per le quali, in un prossimo futuro, i capitolini sarebbero costretti ad attuare un forte ridimensionamento a livello societario ed organico.
La situazione economica
Durante lo svolgimento della settimana in corso la Roma presenterà la relazione semestrale sul bilancio che potrebbe evidenziare un'ingente perdita di denaro che, a sua volta, andrebbe a gravare su una situazione societaria non proprio idilliaca.
Potrebbe, infatti, non bastare la decurtazione di quattro mensilità concordata recentemente con calciatori ed allenatore per controbilanciare i danni causati dal virus.
La situazione societaria, però, aveva cominciato a complicarsi già prima dello stop.
Le cinque sconfitte rimediate nelle prime otto gare del 2020, infatti, si sono rivelate deleterie, avendo fatto scivolare i giallorossi al quinto posto a -6 dall'Atalanta. Se la Lega Calcio decidesse di concludere in via definitiva il campionato la squadra di
Fonseca rimarrebbe fuori dall'Europa dei grandi per il secondo anno consecutivo, rendendo praticamente certo il ridimensionamento in vista della prossima stagione.
Lo stesso implicherebbe la messa in atto di almeno una cessione pesante e di nomi papabili risultano essercene diversi. L'avvento del virus ha stravolto i piani societari compresa la trattativa tra
James Pallotta, attuale presidente, e
Dan Friedkin, interessato all'acquisizione del club.
L'attuale CEO americano della Toyota si trova, infatti, anch'egli a dover fronteggiare le inevitabili perdite economiche delle proprie aziende, mettendo in secondo piano e rinviando a data da destinarsi l'incontro con il boss giallorosso per riformulare gli accordi stipulati due mesi fa. Nel frattempo l'imprenditore bostoniano provvederà all'aumento di capitale ed all'attuazione di un piano economico atto a sorreggere le casse giallorosse.
Semestrale, in calo tutte le voci di ricavo
La
Roma ha chiuso il primo semestre dell’esercizio
2019-2020 con ricavi pari a
94,64 milioni di euro in netto calo rispetto ai
134,81 milioni dei primi sei mesi del
2018-2019 e con un risultato negativo di
86,96 milioni di euro.
Il peggioramento dei risultati semestrali, si legge in un comunicato della società giallorossa, è dovuto alla «partecipazione alla UEFA Europa League, che ha generato
proventi significativamente inferiori rispetto a quelli ricevuti per la partecipazione alla UEFA Champions League nel primo semestre del precedente esercizio, da minori proventi per sponsorizzazioni, e minori plusvalenze realizzate nel corso della sessione estiva della campagna trasferimenti».