Dopo una stagione estremamente positiva, la Roma ha iniziato questa stagione con il piede sbagliato.
I limiti della rosa
Dopo quattro partite di campionato, la squadra si ritrova con soli cinque punti; in più, la sconfitta con il Real Madrid ha alimentato ulteriori dubbi e perplessità sulla squadra.
Ciò che colpisce non è la sconfitta - ampiamente pronosticabile -, ma l'atteggiamento della squadra nelle situazioni difficili. Una squadra spenta, senza coraggio e senza voglia di fare e, per di più, con troppi errori individuali.
Bisognerebbe capire se siano problemi di condizione fisica o questioni mentali. Ad oggi, sembrerebbe che entrambe le ipotesi siano valide, e lo si è visto proprio nella partita contro il Real: staticità, posizioni sbagliate, passaggi sbagliati.
Di chi è la colpa?
La colpa è da attribuire al mister Di Francesco o al ds Monchi? Difficile da dire dopo sole cinque partite ufficiali.
Dopo la sconfitta contro il Real il ds ha rilasciato una intervista a Roma Studio assumendosi le responsabilità del momento negativo definendosi preoccupato.
È troppo presto per incolpare qualcuno ma una considerazione si può fare: la Roma ha gli occhi spenti, naviga nel buio con confusione. Bisogna aprirli questi occhi, guardarsi in faccia e ricordare quanto di buono si è fatto nella scorsa stagione e provare a ripetersi.
Quello che manca, forse, è la fiducia tra compagni e, ovviamente, questa è la conditio sine qua non per far bene.
La Roma deve necessariamente accendere la luce, stropicciarsi gli occhi, uscire dalla stanza delle perplessità e correre convintamente verso quello spiraglio di luce in fondo al tunnel chiamato progetto strutturale, ormai già intrapreso.