Atalanta, il caso Lookman diventa una scossa...ma serve una soluzione

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Atalanta, il caso Lookman diventa una scossa...ma serve una soluzione
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Atalanta, la situazione dell’attaccante nigeriano non si sblocca, ma Juric e la società hanno trasformato la vicenda in un’occasione per rafforzare il gruppo.  I recenti sviluppi del “caso Lookman” sembravano poter aprire una crepa nello spogliatoio atalantino. E invece, paradossalmente, la vicenda si è trasformata in una scossa positiva, utile a rinsaldare legami e a ridefinire le priorità. La squadra, il tecnico Ivan Juric e la dirigenza hanno scelto di reagire non soffermandosi sul singolo, ma spostando l’attenzione sul bene comune, mostrando compattezza e determinazione. Già a febbraio scorso la situazione aveva rischiato di creare tensioni, quando l’attaccante nigeriano, alle prese con riflessioni sul proprio futuro e con voci di mercato sempre più insistenti, aveva iniziato a vivere un rapporto altalenante con l’ambiente, in particolare con Gasperini. Ora la questione si ripropone, con Lookman che continua ad allenarsi in disparte a Zingonia e che nelle ultime settimane ha disputato due partite con la nazionale nigeriana, senza però ritrovare piena integrazione con il gruppo atalantino.
Atalanta
Ademola Lookman a terra rammaricato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Atalanta, la "battaglia silenziosa" continua

C’è chi parla di una “battaglia silenziosa”, un tentativo di forzare la mano fino alla finestra invernale di mercato. Se così fosse, il rischio per il calciatore sarebbe doppio: da un lato minare la propria immagine professionale, dall’altro ridurre il valore con cui l’Atalanta potrà eventualmente collocarlo sul mercato. La società, tuttavia, non si è fatta cogliere impreparata. Non ci saranno concessioni a chi non vuole sentirsi parte del progetto e Juric è stato netto: «Non chiedo nulla a chi non vuole esserci». E altrettanto inequivocabile il messaggio dell’amministratore delegato Luca Percassi: «Vogliamo giocatori disposti a dare il 100% per la maglia». Una presa di posizione forte, che ha trovato immediato riscontro nello spogliatoio, compatto nel seguire l’indicazione del club. Sul campo, la risposta è stata eloquente. La squadra ha mostrato spirito di gruppo e qualità di gioco, trovando nuove soluzioni offensive e dimostrando che, anche senza uno dei suoi uomini simbolo, la Dea può restare competitiva. La nascita della coppia De Ketelaere–Krstovic è solo l’ultimo esempio di come il gruppo stia reagendo alle difficoltà, trasformando i problemi in opportunità. Ora però testa al PSG, il primo big match della stagione.
 
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