Termina sull'1-1 la tanto contestata sfida tra Atalanta-Lecce: vanno in vantaggio gli ospiti su rigore e allo stesso modo risponde il capocannoniere Retegui.
Si conclude con un pareggio la sfida tra Atalanta-Lecce che sarebbe dovuta andare in scena di venerdì, ma che per tragici motivi extra-campo è stata disputata la domenica sera. L'aria del Gewiss stadium è quella di contestazione, con la curva della Dea che ha lasciato da parte per 90 minuti la passione per la maglia nerazzurra ed ha lasciato prevalere un forte senso di umanità.
Dall'altra sponda invece, la divisa con la quale il Lecce ha deciso di scendere in campo non lasciava tempo a fraintendimenti: una maglia bianca priva dello stemma tradizionale e di qualsiasi tipo di sponsor, con una scritta sul petto chiara e ricca di polemica: "Nessun valore, nessun colore".
Atalanta BC supporters during soccer season 2019/20 symbolic images - Photo credit Fabrizio Carabelli /LM
Atalanta-Lecce, la decidono due rigori in fotocopia
Il primo tempo della sfida si dimostra piuttosto equilibrato, con un'intensità non particolarmente elevata e qualche occasione sia da una parte che dall'altra. Ad andare avanti è il Lecce che alla mezz'ora si guadagna un calcio di rigore causato da un maldestro tocco di mano di Hien, trasformato in modo centrale dall'ex Bologna Karlsson.
Il primo tempo non regala altre particolari emozioni, ma nella seconda frazione di gioco, la Dea entra in campo con un piglio differente. La squadra di Gasperini tiene in mano il pallino del gioco e al 69° minuto il nuovo entrato Cuadrado manda al bar proprio l'autore del vantaggio Karlsson e si guadagna il tiro dal dischetto, che viene trasformato dal capocannoniere Retegui. Lo stesso bomber italo-argentino colpisce il palo pochi istanti dopo e da li in poi è l'Atalanta a fare la partite, senza però trovare il gol del vantaggio.
Il risultato si chiude sull'1-1 con i padroni di casa che escono dal campo con un pò di amaro in bocca, mentre il Lecce si tiene stretto un punto che vuol dire tanto in chiave salvezza.
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