Daniel Maldini, trequartista ventitreenne dell'Atalanta, ha rilasciato una dichiarazione a l'Eco di Bergamo riguardo la "pesantezza" del suo cognome. Apparentemente sembra essere abbastanza positivo.
Alcune dichiarazioni emesse durante l'ultima intervista sembrano non tralasciare particolari segni di titubanza. Ciò che emerge dalla stampa è la questione riguardo "la pressione del cognome": il calciatore sembra essere 'abituato' a convivere col peso del cognome, a tal punto di non farne un problema.
LA GRINTA DI DANIEL MALDINI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La dichiarazione di Maldini:
"Non la vivo come una pressione. So che può sembrare strano, ma da sempre sono abituato a convivere con questa situazione e non mi ha mai dato fastidio, neanche da piccolo. Più che un peso, è qualcosa che ti abitui a gestire naturalmente".
Alcuni dettagli un po' particolari emersi a seguito dell'intervista, invece, sono rivolti su questioni private del calciatore. L'eventuale "spintarella" da parte del padre forse non è mancata nella carriera del calciatore. Forse, il punto cardinale in molte questioni calcistiche, è il padre.
I consigli del padre sono utili?
Nella dichiarazione emersa, alcune riflessioni sono state incentrate sul padre: "Certamente mio padre, con la sua esperienza, è prezioso. Mi ha dato consigli importanti, ma tutta la famiglia mi sostiene sempre nelle scelte, incluso questo passaggio all'Atalanta. È fondamentale avere persone vicine che ti supportano."
Tuttavia, alcuni metodi ricevuti direttamente da Gasperini sono stati utili al fine della guarigione e il ritorno in campo. Maldini ha dichiarato apertamente i miglioramenti dopo l'infortunio con l'auspicio di continuare a migliorare.
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