Finalmente l’attaccante dell’Atalanta rivede il campo in una gara ufficiale. Inserimento graduale da parte di Juric...Gianluca Scamacca è pronto a rimettere piede in campo dopo sette mesi di assenza, un periodo che ha rischiato di segnarne la carriera e che invece potrebbe trasformarsi nell’occasione per ripartire con ancora più forza. L’ultima volta in una partita ufficiale risale infatti allo scorso febbraio, contro il Torino. In quella occasione, appena cinque minuti in campo, poi il nuovo infortunio, l’ennesimo stop che ha di fatto cancellato l’intera stagione. Domenica, nella sfida contro il Pisa, arriverà la sua occasione per spezzare l’incantesimo e ricominciare a segnare.
Atalanta, la lunga assenza di Scamacca
Un digiuno lungo un anno poiché l’ultimo gol ufficiale di Scamacca porta la data del 26 maggio 2024, quando, fresco di trionfo in Europa League, punì ancora una volta il Torino con una delle tre reti di quel pomeriggio perfetto. Da allora il buio: l’infortunio a Parma, la riabilitazione, la ricaduta che ha rallentato ogni programma e che lo ha costretto a vivere l’ultimo anno da spettatore.
GIANLUCA SCAMACCA RAMMARICATO ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )
Ora la musica sembra cambiata. Juric, che ha accolto l’attaccante tra i punti cardine della nuova Atalanta, non ha intenzione di forzare i tempi e l’arrivo di Nikola Krstovic permetterà infatti di gestire il rientro con gradualità, evitando carichi eccessivi e possibili ricadute. Scamacca è già inserito nello spartito tattico del 3-4-2-1, un ruolo che conosce bene e che lo esalta quando riesce a sfruttare fisicità e qualità negli ultimi metri. Ma ritrovare ritmo e fiducia sarà un processo inevitabilmente graduale.
La gara con il Pisa diventa così molto più di un semplice test di preparazione e sarà il termometro delle sensazioni fisiche e mentali dell’ex West Ham, un’occasione per misurare il coraggio dopo mesi di dubbi e timori. L’Atalanta lo aspetta, i tifosi pure. Perché il ritorno di Scamacca - alla luce anche della partenza di Retegui - non rappresenta soltanto una buona notizia per il reparto offensivo, ma anche un messaggio di rinascita per un calciatore che, a 25 anni, ha ancora tanto da dimostrare.
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