Bologna-Lazio è un monologo rossoblù. Gli uomini di Italiano dominano dal primo all'ultimo secondo e raggiungono momentaneamente il quarto posto.Bologna e Lazio si sono affrontate al Dall'Ara in un match che metteva in palio molto più di tre punti. La sfida tra le due squadre rappresentava uno snodo cruciale nella corsa alla Champions League, con entrambe le formazioni che, in caso di vittoria, avrebbero potuto superare momentaneamente la Juventus in classifica. Gli uomini di Vincenzo Italiano non si sono lasciati sfuggire l'occasione e hanno dato una dimostrazione di forza impressionante, travolgendo la Lazio con un perentorio 5-0.
Una partita a senso unico
Fin dai primi minuti, il Bologna ha imposto il proprio ritmo, mostrando un'intensità e una fluidità di gioco superiori rispetto ai biancocelesti. Il primo squillo arriva al 16°, quando Odgaard ha sbloccato il risultato, portando in vantaggio i rossoblù e indirizzando il match sui binari giusti per i padroni di casa.
Nella ripresa, il dominio del Bologna diventa ancora più evidente. Nel giro di un paio di minuti, Orsolini e Ndoye colpiscono due volte, portando il punteggio sul 3-0 e spezzando definitivamente le speranze della Lazio di rientrare in partita.
I biancocelesti, apparsi in grande difficoltà, non riescono a reagire e nel finale subiscono altre due reti, firmate da Castro e Fabbian, che chiudono il match con un punteggio pesantissimo.
SANTIAGO CASTRO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il Bologna vola, la Lazio affonda
Questa vittoria consente al Bologna di agganciare il quarto posto in classifica in attesa del risultato di Fiorentina-Juventus. Per la Lazio, invece, si tratta di un pomeriggio da dimenticare: la squadra di Baroni ha mostrato limiti evidenti, sia dal punto di vista del gioco che della tenuta mentale, e dovrà reagire subito dopo la sosta per non perdere il treno europeo.
L'affermazione del Bologna manda un messaggio chiaro alle dirette concorrenti: per la Champions c’è anche la squadra di Italiano.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.