Bologna, Musa Barrow fa una dichiarazione in piena regola a quel club di cui è ormai divenuto uno dei perni. E lo carica in vista dell'Atalanta.
Bologna, Barrow e un legame che non... Gambia

Anche il
Bologna ha la sua musa... ispiratrice. Ha però le sembianze di un calciatore, attaccante di razza e profondamente affezionato ai colori rossoblù. Di cognome Barrow. Tutto insieme
Musa Barrow. Dal Gambia con amore. Per la sfera di cuoio e la città delle due torri.
Nella sfida contro l'Udinese ci ha messo la ciliegina sulla torta
mettendo il suo autografo sul gol del 3-0. "
Essendo un attaccante - dice a
Zerocinquantuno -
se non segno provo un po' di delusione, ma la chiave per sbloccarsi è concentrarsi nel lavoro".
Insomma, Barrow si iscrive alla vecchia scuola per cui, se ci dai dentro, poi qualcosa porti sempre a casa. La sua parola d'ordine strisciava già in un noto brano di
Jovanotti: "
Penso positivo". Oltre ogni avversità anche se, come nel caso della sfida contro l'
Inter, ti annullano una rete che avevi cercato con tutto te stesso.
Stravede per Thiago Motta: "
Il mister vuole che giochiamo da squadra- continua - che difendiamo e attacchiamo insieme , siamo più compatti, i mediani supportano gli attaccanti". Nelle sue sgroppate regna un ricordo inscalfibile, quello di
Sinisa Mihajlovic. "
Quanto mi rimproverava, ma io so che relazione c'è stata tra di noi".
Barrow è
nel pieno del periodo di Ramadan essendo musulmano. E questo gli dà un motivo in più per ringraziare Motta "
per come ci sta aiutando a gestire questo periodo, rispettandolo".