Copparoni mette in guardia Pisacane. La vera sfida al Cagliari sarà gestire le difficoltà stagionali, la pressione di media e società, più che la tattica.
Pisacane: alla prova
Pisacane è reduce da un'esperienza brillante alla guida della Primavera del Cagliari. E oggi, si trova catapultato nel ruolo più esposto e ingombrante: quello di allenatore della prima squadra. Ma, come sottolinea Copparoni, “un conto è allenare i ragazzi, un altro è gestire una realtà complessa, dove ogni passo falso pesa”. Allenare i giovani, in fondo, ti lascia il margine dell’errore. In Serie A, ogni sconfitta è un titolo, ogni esitazione una potenziale crepa.
Per il Cagliari l'umore è fondamentale
L’ex portiere, però, non nasconde la stima nei confronti dell’allenatore napoletano. “Conosco Fabio e so che l’entusiasmo non gli manca”. Ma, ricorda che a fare la differenza sarà anche la qualità della rosa che il tecnico si troverà tra le mani. Elementi come Piccoli e Caprile potrebbero risultare fondamentali. Trattenerli, o anche sostituirli degnamente in caso di cessione, sarà compito del DS Angelozzi. Quest'ultimo chiamato a operare con criterio e con le limitate risorse di un club come il Cagliari.
Il punto, però, resta sempre lo stesso. La gestione dei momenti no. Perché arriveranno, inevitabilmente. “Sono arrivati per tutti", ricorda Copparoni, anche per Ranieri. "In quei momenti servirà una società forte, capace di proteggere e sostenere Pisacane senza tentennamenti”. Un appello che guarda dritto al presidente Giulini, artefice della promozione del tecnico in prima squadra. E dunque primo garante del suo progetto.
L’esordio, secondo Copparoni, sarà importantissimo. Partire bene può creare entusiasmo, partire male può innescare quel clima tossico che spesso, da queste parti, ha bruciato progetti e ambizioni. Pisacane, però, ha esperienza da calciatore, conosce la pressione e sa come conviverci. Basterà? Solo il campo potrà dirlo. Intanto, il conto alla rovescia è già iniziato.







