Serie A
Cagliari, Pisacane: “Ogni partita ha la sua difficoltà. In Serie A non ci sono partite scontate, ogni punto pesa.”
Cagliari pronto a confermare l’ottimo avvio di stagione: Pisacane in conferenza anticipa la sfida di sabato alle 20:45 contro l’Inter all’Unipol Domus.
Ad un giorno dalla sfida contro l’Inter, il Cagliari di Carlo Pisacane vuole confermare il proprio ottimo avvio di stagione. In vista del match di sabato alle 20:45, in programma all’Unipol Domus Arena di Cagliari, il tecnico rossoblù si è presentato in conferenza stampa, pronto a rispondere alle domande dei giornalisti.
Ecco le dichiarazioni del tecnico del Cagliari:
Che partita si aspetta contro l’Inter? Quanto è stato utile l’allenamento a porte aperte di ieri?
“Partirei dall’abbraccio della nostra gente, ieri è stato veramente bello averli accanto. Un clima che ho respirato poche volte anche nei miei anni da calciatore. Era bello vedere questa unione tra noi e loro e spero che in futuro possa capitare spesso. Per quanto riguarda la partita contro l’Inter sarà sicuramente una partita dal quoziente di difficoltà alto, ma sappiamo che c’è da fare una grandissima partita da squadra compatta e generosa. Cercherò di scegliere la strategia migliore per contrastare l’avversario”.
Quanto è importante Deiola in questo nuovo Cagliari? Chi non sarà presente tra i convocati?
“Deiola è un giocatore duttile, disponibilissimo e lo abbiamo visto anche nel precampionato dove ha giocato da difensore. Ci permette di avere più soluzioni. Tra gli indisponibili ci sarà sicuramente Zappa, che purtroppo deve star fermo e lo rivedremo dopo la sosta. Ha rimediato una distrazione al retto femorale e deve ancora recuperare. Saranno assenti anche Radunovic e Pintus, che lavorano ancora in personalizzato. Salterà l’Inter anche Luvumbo, che sarà a tutti gli effetti a disposizione della squadra martedì. L’Inter ha tanti campioni, bisogna fare una partita gagliarda, da squadra vera. Dobbiamo essere compatti e generosi e avere poi il coraggio di far male quando capiterà”.
Che ricordo ha del suo primo Cagliari-Inter?
“Sicuramente è stata una partita particolare, era la mia prima in Serie A in trasferta, subito dopo l’esordio. Era un misto tra stare sul pezzo per cercare di sbagliare il meno possibile e tenere un avversario che andava spedito come Perisic. Ci fu la doppietta di Melchiorri e ricordo quella giornata come se fosse ieri. In quel periodo la Curva nerazzurra aveva dei problemi con Icardi, che sbagliò un rigore poco dopo. Sono passati tantissimi anni, ma per me è come se ne fossero passati pochi. Oggi è una partita diversa, in un ruolo diverso, sono dall’altra parte e cerco di pensare al presente sperando che la mia squadra possa fare una partita di grande livello”.
Cosa si prova alla vigilia di una partita così sapendo di essere avanti in classifica? L’Inter è più pericolosa per l’organizzazione o per le individualità?
“Intanto ci godiamo il momento, consapevoli che siamo all’inizio. Sappiamo che ci dobbiamo mettere in uno stato d’animo combattivo, dove in certi momenti dovremo cercare di superare delle situazioni che possono crearci difficoltà. Prendiamo la classifica con la giusta attenzione, facendo riferimento alla realtà. Bisogna rimanere con i piedi per terra. Per quanto riguarda l’Inter, aveva una base quasi perfetta e penso che l’intelligenza di Chivu sia stata anche quella di essere pragmatico e lasciare andare un sistema collaudato negli ultimi tempi e cercare di toccare poco. Abbiamo visto una squadra che si è discostata poco dall’Inter di Inzaghi ed è anche un merito dell’allenatore di oggi. Ha degli automatismi quasi perfetti in certe situazioni e sappiamo che possiamo anche andare incontro a delle difficoltà, ma sappiamo che se facciamo una partita da squadra compatta e generosa, possiamo creare anche delle difficoltà”.
Come cambia preparare una partita come questa da giocatore e da allenatore?
“Penso al presente e mi concentro su quello che sarà la partita di domani. Similitudini? Normale che cambiano tantissime cose rispetto a quando si è calciatori. Di quella squadra ci sono Pavoletti, Rog e basta. Era una squadra allestita in modo diverso, che giocava in modo diverso e ora prepararla da quest’altra parte… non si possono fare paragoni. Ci sarà da contenere un campione come Lautaro e i ragazzi sanno che dovranno fare di tutto per arginare lui come gli altri. L’Inter vanta campioni da tutte la parti, è una corazzata”.
Come ha preparato la partita?
“Ogni partita ha la sua difficoltà. In Serie A non ci sono partite scontate, ogni punto pesa. Quando parliamo di umiltà deve partire prima da me, dal mio staff e ricade sui calciatori. Noi ci prepariamo per creare una strategia in fase di non possesso, in fase di possesso proveremo a creare delle difficoltà. Noi vogliamo, quando la partita ce lo permetterà, creare delle difficoltà all’Inter con le nostre armi”.
Quanto sarà strano ritrovare Barella ora da allenatore del Cagliari?
“Sarà bello riabbraciarlo, ero straconvinto che sarebbe arrivato dove è poi arrivato. Anche da giovane faceva delle cose che, per l’età che aveva, erano di un livello superiore. Sarà anche buffo incontrarci subito in questa veste”.
Il gruppo sta dimostrando spirito e carattere in ogni singola partita…
“Sono gli obiettivi che ci siamo fissati dal giorno zero. Come diceva un grande passato da queste parti: ci saranno dei momenti di grande libecciata e noi dovremo rimanere verticali quando il vento tirerà forte. Questo può accadere se noi creiamo una base fatta di entusiasmo e spirito di gruppo, dove uno può contare sull’altro nei momenti di difficoltà. Ieri era un giorno anche di scarico per tanti interpreti e così era l’occasione di poter utilizzare un’attivazione ludica, che poi ci permette di raggiungere questi micro-obiettivi di squadra”.

L’URLO DI ELIA CAPRILE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso
Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)
Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.
Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.
Un punto in quattro giornate cambia lo scenario
I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.
I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».
Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.
Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi
Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.
Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.
Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.
Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.
Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028
Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.
La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.
Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.
Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.
Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino
Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.
Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.
Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.
Serie A
Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)
Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore
La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.
Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.
Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.
Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù
A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.
Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.
Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».
Le parole di Fenucci, undici giorni prima
Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.
Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.
Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.
Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco
Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.
Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.
La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.
Serie A
Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions
Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre.

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa
Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.
In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.
Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre
Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.
La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.
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