Dopo la comunicazione del divieto di trasferta per i tifosi del Cagliari alla partita contro l'Empoli, Nicola Riva risponde a gran voce e con forte dissenso.
A seguito del polverone alzato dall'
Empoli, dopo aver comunicato il divieto di trasferimento ai tifosi del
Cagliari per la partita di
domenica 6 Aprile, il ciclone di proteste non si è placato, ma al contrario è cresciuto esponenzialmente.
Infatti a rispondere in prima linea a tale ingiuria c'è
Nicola Riva, figlio del Presidente onorario del club sardo
Gigi Riva, che, con parole dure e di forte sdegno, conferma la sua presenza fuori dallo stadio dell'Empoli.
Un monito di ribellione bello e buono quello di Nicola Riva, che incita, inoltre,
i tifosi del Cagliari esterni all'isola a partecipare, dicendo:
"Per tutti i non residenti in Sardegna e tifosi del Cagliari, venite tutti a Empoli abbiamo bisogno di voi!! Ci sono tantissimi tifosi fuori dalla Sardegna e saranno loro a sostenerci e a colmare il vuoto dei tifosi ingiustamente esclusi! lo sarò lì, fuori dallo stadio, da buon residente in Sardegna".
La risposta della tifoseria del Cagliari
Un appello sui social vivido e sostenuto ma che non basta affatto alla tifoseria del Cagliari,
che intende procedere comunque con un'istanza legale.
Pertanto, secondo quanto riportato dal comunicato stampa posteriore alla decisione di ieri presa a Firenze, ripostato dall'
Ansa, il club rossoblù ha dichiarato:
"Come consiglio direttivo dei Cagliari Fan Club siamo rimasti interdetti dal provvedimento restrittivo che per l'ennesima volta penalizza senza alcuna valida motivazione i tifosi provenienti dalla Sardegna sia dal punto di vista sportivo che economico. Questa trasferta, considerata la assoluta mancanza di rischi e attriti con la tifoseria dell'Empoli, era stata già programmata dai Cagliari Fan Club prima ancora che si delineasse l'attuale classifica: una 'gita' festosa per sostenere il Cagliari e fraternizzare con il tifo "pulito" empolese (come di fatto è accaduto con i tifosi del Monza domenica scorsa)".
Dopo di ciò la tifoseria ha concluso, asserendo:
"Stiamo valutando le azioni legali da mettere in atto (prima di tutte la richiesta di rimborso delle spese sostenute). Chiederemo un accesso agli atti per conoscere le reali motivazioni che hanno indotto a prendere questa insensata decisione e sulla scorta di quel che leggeremo muoveremo i nostri passi".
