Il Cagliari ha rischiato molto contro l'Empoli. A farne un'analisi spietata è proprio una delle voci più prominenti del calcio cagliaritano: Vittorio Sanna.
Chi meglio di
Vittorio Sanna per raccontare cosa sta provando, in questo momento, il tifoso del
Cagliari e come vivono le gare i suoi giocatori? Il cronista è, da più di trent'anni, la voce della squadra della città sarda. Ne è, in un certo senso, anche l'anima.
Sanna parte proprio dalla partita disputata domenica 6 aprile contro l'
Empoli e analizza lo stato di salute - prima che della squadra - della società. "La stagione rossoblù è anche una questione di testa. L'abitudine a giocare solo e sempre per la salvezza in un cerchio tondo senza uscita e la speranza di aprire la spirale per cercare di allargare gli orizzonti e considerare soddisfazioni migliori".
E' chiaro che il cronista sportivo stia parlando dell'iniziare a considerarsi più di una squadra che può ambire, al massimo, alla mezza classifica ma per fare questo occorre un vero e proprio cambio di rotta mentale.
Sanna propone un cambio di rotta al Cagliari
Sanna, però, sa bene che il Cagliari è regolato da sue forze al suo interno "Il partito dei conservatori non si muove dal confort; i progressisti che vorrebbero far crescere la squadra e vedere il mondo, con uno spirito innovativo".
La partita contro i toscani è stata complicata sin dalle polemiche intorno alla potenziale pericolosità delle due tifoserie.
"E' un
Cagliari che non sa difendersi quando viene picchiato: non ha malizia, non ha cattiveria agonistica. I falli che fa sono tanto evidenti che alla fine della gara ha accusato tre gialli a zero". insomma, Sanna non ha dipinto una squadra del tutto in salute ma nemmeno completamente malata.
Ora la squadra sarda si troverà a disputare una gara con l'
Inter e poi un'altra con la
Fiorentina e se ha volontà di vincere deve mettere in campo qualcosina in più.
Quello che manca in confronti muscolari, ora bisogna ricercarlo in un due match altamente tecnici... Ci vuole coraggio e personalità, ancora intermittente, a volte sì, a volte no".
Il cronista continua e da un consiglio alla sua squadra "In ogni caso bisogna avere tanta attenzione e cogliere l'attimo. Prendere un gol in meno e riuscire a farne uno di più. Mentalità vincente perché le gare si vincono prima nella testa e poi nella realtà".