C'è un lasso di tempo nel calcio che è avvolto da un'aura di leggenda, un lasso di minuti a cui un calciatore italoargentino ha dato il suo nome, Renato Cesarini.
Il calcio, si sa, è uno sport emozionante e ricco di colpi di scena, soprattutto quando si entra nella "zona calda", ossia il recupero. C'è stato un giocatore, attivo tra gli anni '20 e '30, che ha lasciato il suo nome nel gotha del calcio perché proprio quei minuti, gli ultimi, sono diventati leggendari proprio grazie a lui.
C'è un momento del calcio che fa tenere a tutti il fiato sospeso, quel momento ormai è noto a tutti come
zona Cesarini , un campione e una leggenda.
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La zona Cesarini, quei minuti che possono cambiare una partita
Renato Cesarini è stato un calciatore italoargentino che è rimasto nel gergo comune del pallone. Perché? Tutto è cominciato il 13 dicembre 1931 quando, in una partita della
Coppa Internazionale - il torneo precursore dell'Europeo - disputata contro l'
Ungheria,
Cesarini mise a segno la marcatura decisiva proprio allo scadere. Siccome l'aveva già fatto in campionato, i cronisti cominciarono a parlare di
zona Cesarini per indicare quanto di rilevante accadeva nei minuti di recupero. Scriverà di lui
Alessandro Baricco:
"Cesarini, quello della zona Cesarini, proprio lui: quando dai il tuo nome a un pezzetto di Tempo — il quale è solo di Dio, dice la Bibbia — qualcosa nella vita lo hai fatto."
Insomma, anche se di recente si è provato a sostituire il nome di
Cesarini con quello di altri giocatori con le stesse attitudini, per i veri amanti del calcio gli ultimi istanti di gioco saranno sempre "la
zona Cesarini".