Como, Fabregas: "Inter troppo forte. Resto? Il Como continuerà anche senza di me dopo 10 anni"

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Como, Fabregas: "Inter troppo forte. Resto? Il Como continuerà anche senza di me dopo 10 anni"
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Il tecnico del Como Cesc Fabregas, ha commentato la sconfitta casalinga della squadra lagunare per 0-2 contro l'Inter di Simone Inzaghi. Il tecnico spagnolo del Como ha sottolineato la supremazia della squadra di Simone Inzaghi, per poi provare a chiarire la sua situazione con la squadra della laguna.

Como, le parole di Fabregas

Cesc Fabregas ha parlato nel post partita contro l'Inter. Di seguito le sue parole.
Como
CESC FABREGAS ALZA LE MANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
"L'Inter è troppo forte, devo congratularmi col Napoli perché vincere uno scudetto contro di loro è una grande cosa. Oggi senza molta qualità e senza creare pericoli incredibili, ma abbiamo tirato 18 volte. È la minima cosa che posso chiedere da allenatore, abbiamo provato ma è molto difficile con il palleggio dell’Inter, un livello altissimo. Senti di garantire la tua permanenza e quella di Nico Paz? "Lo ripeto: io non sono importante, se resto o meno. Il Como continuerà dopo 10-20 anni anche senza di me, io no perché andrò a lavorare in un altro posto tra un anno, dieci anni e venti anni. Mio figlio qua, che mi chiede perché non sono a casa, darò sempre il massimo qua per convincere tutti che sono la persona giusta per questo progetto. Ma dobbiamo migliorare tanto, in campo si è visto che siamo molto lontani dall'Inter". Che step in più deve fare il Como per alzare l'asticella? "Non lo so, un allenatore è molto bravo quando ha giocatori molto bravi. Noi dobbiamo essere bravi a metterlo nel contesto giusto, per loro sentirsi bene e andare al campo nella migliore condizione, ma normalmente quanto più forte sei più chance hai di vincere le cose. Oggi la squadra ha fatto il massimo. Loro sono migliori di noi, fa male ma bisogna accettare la realtà. Per migliorare e crescere in futuro".
Il Como poteva fare di più o al massimo così?
"Io posso sempre dare di più. A 8 anni perdevo una partitella e andavo a piangere. Sicuramente non dormirò oggi, proverò a staccare un po' però con 2-3 giorni con mia moglie e migliorare, anche se so che sarà difficile perché mi conosco. Però questa è la nostra passione. La sconfitta fa male ma continueremo a crescere e migliorare". Cosa apprezza di più della sua squadra? "Non mollano mai. Ci credono. Sentono di essere individualmente migliori di noi, provano a giocare, a trovare lo spazio giusto, sempre con la nostra idea. Questa è stata la forza. Non abbiamo mai mollato, fatte 9 partite senza vincere ma abbiamo continuato a lavorare. Alla fine dopo 1-2-3-4 anni con un gruppo più forte si deve ripartire e ripartire, ma consolidando il gruppo, dal giorno uno con la squadra fatta si potrà fare bene". Dove l'ha perso lo Scudetto l'Inter? "Non lo so, l'Inter non è la mia squadra, non posso rispondere. Analizzando tante partite l'Inter la qualità dei giocatori è altissima, sono una squadra fortissima e per me è la migliore d'Italia, senza dubbio. Una delle migliori d'Europa. Il palleggio, la conduzione, la fisicità... troppo forte. Però mi piace. Ma noi dobbiamo continuare a migliorare e arrivare ad un livello superiore".
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